L'analisi del Comitato Pendolari dopo il vertice istituzionale
Un’analisi dettagliata sullo stato dei collegamenti marittimi, che parte dall’evento simbolo della giunta congiunta per arrivare alle criticità quotidiane vissute da chi attraversa il mare. Il Comitato Pendolari dello Stretto interviene per tracciare il quadro della situazione e richiamare l’attenzione sui nodi irrisolti della continuità territoriale tra Reggio Calabria e Messina.
Il plauso alle istituzioni e il nodo dei vettori privati
Il Comitato accoglie con favore l’iniziativa che ha visto riuniti i vertici amministrativi delle due città. «Nella splendida cornice dello stretto, un particolare è sfuggito a molti, ma non a chi lo Stretto lo vive tutti i giorni: la giunta ‘congiunta’ si è riunita sull’unica nave 100% privata che solca lo stretto per il trasporto civile, perché la rotta Villa San Giovanni Rada San francesco operata da Caronte e Tourist è nei fatti quella che trasporta la quasi totalità delle 2 milioni di auto in transito annualmente tra le due città», spiegano i rappresentanti del comitato.
Dall’organizzazione giungono parole di apprezzamento per la direzione intrapresa dalle amministrazioni locali. «Al sindaco Cannizzaro va il nostro plauso, perché con l’azione di oggi si configura come vero uomo del cambiamento», afferma la nota dei pendolari, che però sottolinea la necessità di affrontare gli ostacoli strutturali: «Ma noi pendolari non possiamo che richiamare l’attenzione sul vero ‘Elefante nella stanza’ in tema di trasporti sullo stretto, la vera motivazione alla base del quale 3 km sembrano una distanza infinita: il sottoutilizzo delle rotte e le progressiva riduzione delle alternative di collegamento tra Reggio e Messina. Ben vengano le iniziative culturali congiunte».
I punti critici della disintegrazione territoriale
Secondo l’analisi dell’associazione, l’area dello Stretto risulta nei fatti disorganizzata e frammentata a causa di precise scelte operative effettuate nel corso degli anni.
- «IL DIVIETO DI IMBARCO DELLE AUTO DA REGGIO SUI MEZZI MERIDIANO LINES: Il blocco del trasporto delle auto civili dal porto di Reggio Calabria con Meridiano Lines, una scelta mai condivisa con l’ utenza che nei fatti ha arrecato danno a tutti gli utenti reggini ed alzato i costi di traghettamento per tutti, concentrando i mezzi inevitabilmente sui mezzi Caronte.»
- «IL PASSAGGIO DA PUBBLICO A PRIVATO SUL COMPARTO ALISCAFI: Un servizio Aliscafi da Reggio Calabria delegato totalmente ai privati che nonostante l’incremento delle corse presenta costi maggiori rispetto al precedente soggetto pubblico che la gestiva, Blujet) ed inefficienza per l’ utenza nel weekend (dove le corse sono dimezzate), nonostante le interlocuzioni positive con l’azienda Liberty lines in tema di orari, restano problematiche (uniche in Italia ed in Europa) come l’obbligo di segnalare l’ orario di ritorno o il pagamento di ticket anche per bambini inferiori ai 6 anni (cosa che prima non accadeva)»
Le carenze dell’intermodalità e le tariffe in aumento
Un altro aspetto focale messo in luce dall’associazione riguarda il mancato coordinamento tra i mezzi navali e il trasporto pubblico su gomma. «UN COORDINAMENTO CON LE SOCIETA’ DI TRASPORTO LOCALE, SCARSO ED INEFFICIENTE, Sul fronte Intermodalità siamo ancora all’ anno zero, nonostante le ripetute richieste ad Atam, il bus Porto di Reggio – Tito Minniti è ed è rimasto un servizio scarso che, come sottolineato da noi in una commissione in consiglio comunale a Reggio Calabria di qualche anno fa, non è mai cambiato nonostante l’arrivo di Ryanair al Tito Minniti e il suo milione di passeggeri», contestano i viaggiatori.
A supporto della denuncia, il comitato riporta i dati del servizio: «Ad ottobre 2026 ci sono ancora solo 8 corse dirette dal porto di Reggio contro 19 aliscafi in arrivo da Messina (nei giorni feriali, nei festivi ancora meno), ed il viaggiatore messinese nella maggior parte dei casi è costretto al taxi. Lo stesso bus diretto ideato dall’amministrazione messinese verso l’aeroporto dello Stretto avrà problematiche notevoli durante tutta l’estate, Natale, Pasqua e i vari giorni di esodo».
Pesa anche il fattore economico per le famiglie e i lavoratori che attraversano il braccio di mare. «Resta poi il tema degli elevati costi per il traghettamento, arrivati oggi a 48,20 per A/R in giornata con auto con Caronte, costi che come ricordiamo sono cresciuti del 20% solo negli ultimi 4 anni, senza correlazione con l’andamento ciclico della materia prima», osservano i pendolari.
La proposta di una società statale per l’attraversamento
A fronte delle problematiche evidenziate, il Comitato Pendolari sollecita una riflessione strategica da parte dei primi cittadini delle due città metropolitane. «Ma da qui la riflessione più profonda diretta per i due sindaci, un servizio cosi importante per la comunità non può essere delegato ad un privato affidandolo a logiche di mercato, la redditività di un operatore privato,seppur legittima , in alcuni casi non coincide con l’ interesse collettivo che inevitabilmente necessità di maggiori frequenze e tariffe accessibili per tutte le fasce della popolazione», dichiara l’associazione.
In merito alle nuove strutture amministrative di coordinamento, il gruppo esprime le proprie riserve: «L’ agenzia in via di costituzione per il coordinamento dei trasporti (attività prima lasciata all’ autogestione dei privati ed alla caparbietà di associazioni come la nostra) andrà a coordinare il trasporto ‘pubblico’ , ma gli attraversamenti sullo Stretto avvengono su due vettori privati, e come detto poc’ anzi, questi soggetti per natura seguono logiche di mercato ed ottimizzazione dei costi, resta quindi il punto interrogativo, su come e con quali leve quest’agenzia andrà a negoziare con i privati che nei fatti gestiscono i trasporti sullo Stretto».
In conclusione, la rappresentanza dei viaggiatori rilancia una proposta strutturale per il futuro dello Stretto: «Seguendo quindi l’intuizione di Massimo Ripepi (primo assessore con delega all’area integrata della storia), l’ auspicio è quello di creare una società statale di attraversamento, con costi contenuti e numerose corse, una società semplice che a nostro avviso, per assurdo, visti i profitti del traghettamento, potrebbe diventare anche un generatore di ricchezza per entrambe le città, restituendo risorse ai cittadini che pagano l’attraversamento. Per chi lo Stretto lo vive, oggi è quindi un giorno felice, perché finalmente grazie alla caparbietà del sindaco Cannizzaro e del sindaco Basile cominciamo a sentire la presenza dello Stato, e inizia nei fatti un percorso verso una visione comune per le due città. Vogliamo guardare con positività quanto accaduto, ma dopo tanti anni di immobilismo in quanto pendolari ci sentiamo di rammentare lo Status quo e di sottolineare che la strada è davvero lunga e tutta in salita per unire le due sponde».


Seguendo quindi l’intuizione di Massimo Ripepi (primo assessore con delega all’area integrata della storia), l’ auspicio è quello di creare una società statale di attraversamento, con costi contenuti e numerose corse, una società semplice che a nostro avviso, per assurdo, visti i profitti del traghettamento, potrebbe diventare anche un generatore di ricchezza per entrambe le città, restituendo risorse ai cittadini che pagano l’attraversamento….
… ma quando Accorinti si batteva per realizzarlo, quanti lo deridevano invece di sostenerlo?
Con un aliscafo si arriva a Reggio porto e da lì con pullman o bus si arriva a Reggio APT
Non è difficile
Cosa si vuole il taxi sotto casa che ti porti all’aeroporto?
Non esiste (oppure paghi 140 euro)
Servizi più estesi come quelli di Cavalieri, Federico, aliscafi da Messina, collegamenti Star-bus per Messina città non hanno retto per più di qualche mese perché il ritorno dell’investimento era inesistente e il TCO elevato (mezzi e fte). Star bus ha interrotto il servizio questa estate
I costi di gestione di un servizio così capillare e’ insostenibile per una piccola società se priva di sostegno di denaro pubblico
Il traffico passeggeri si intensifica se i voli sono economici o almeno competitivi e frequenti, cosa che fino al prossimo maggio non si verificherà perché addirittura in contrazione
I vettori aerei se ne infischiano dei 2 euro di Reggio e Messina… per aggiungere slot a quelli esistenti
Il caro carburante sta creando innumerevoli problemi per cui le rotte sono sempre sotto verifica per accertane la profitability
Comunque presto vi renderete conto di quanto vi hanno venduto