Dal 28 al 31 ottobre in Sala Laudamo
«Il jazz è un combattente. Per me, la parola “jazz” vuol dire: “ti sfido! Saltiamo nell’ignoto!”» Wayne Shorter
Dalla celebre Footprints fino a brani meno esplorati del suo monumentale repertorio, la pièce ripercorre il cammino creativo e umano del più visionario e schivo compositore che il jazz abbia mai avuto: Wayne Shorter.
Dagli anni con Art Blakey e Miles Davis, passando per quella rivoluzione chiamata Weather Report, fino alla stagione della maturità, quando la sua ricerca musicale si intreccia sempre più profondamente con la spiritualità, la fantascienza, la filosofia e una radicale idea di cosa significhi essere umani.
A incarnare il pensiero e lo spirito di Shorter Marina Cacciola e Davide Colnaghi, guide galattiche futuriste e assieme antichissime, che diventano ora gli incontri che hanno cambiato la vita del compositore, ora il racconto degli eventi più tragici, ora le visioni e le inquietudini che mai l’hanno lasciato, ora Shorter stesso, nella fase più luminosa del suo percorso spirituale.
A interpretare i brani, cuore del racconto, ci sono Greta Alessi alla voce, Franco Presti alla chitarra, Gregorio Chiovè al basso elettrico e Samuele Cardullo alla batteria.
Sala Laudamo – Teatro Vittorio Emanuele
Biglietto intero €5

