La Corte di giustizia tributaria interviene sul caso di un associato di Confconsumatori Messina. Il commento della presidente Agnello
MESSINA – Il rispetto delle regole di notifica non è un dettaglio formale, ma una garanzia a tutela dei diritti del consumatore e del contribuente. Lo ha ribadito la Corte di giustizia tributaria di primo grado, che ha accolto il ricorso di un associato di Confconsumatori Messina contro un preavviso di fermo amministrativo di quasi novemila euro.
Il preavviso riguardava tributi di diverse annualità, tra cui Tari e tasse automobilistiche. Il giudizio si è chiuso con una pronuncia favorevole al ricorrente, a cui i giudici di Messina hanno riconosciuto le ragioni.
Per l’associazione, il caso conferma un principio ormai consolidato: se la pubblica amministrazione o l’agente della riscossione non rispettano le regole procedimentali sulla notificazione, l’atto esattoriale successivo può essere dichiarato nullo.
Il punto decisivo è stato la mancanza della prova che la notifica si fosse perfezionata. Secondo il giudice tributario, tale prova deve essere fornita dal notificante esclusivamente depositando in giudizio l’avviso di ricevimento della raccomandata, che comunica l’avvenuto deposito dell’atto (la cosiddetta raccomandata informativa Cad). Non basta dimostrare che la raccomandata sia stata spedita.
In sintesi, per dimostrare il perfezionamento della notifica e la contestuale irreperibilità relativa del contribuente, il notificante deve produrre quell’avviso di ricevimento. La sua assenza ha determinato la nullità dell’iscrizione di fermo amministrativo e la prescrizione del credito indicato negli estratti di ruolo.
Agnello: “Un principio di grande rilievo pratico“
Soddisfatta la presidente della Federazione provinciale, Carmen Agnello (nella foto): “Un principio di grande rilievo pratico e una vittoria che conferma l’efficacia dell’azione di Confconsumatori Messina e della difesa tecnica fornita al consumatore”.
Dall’associazione arriva anche un invito ai cittadini: “Non sempre l’agente della riscossione opera in maniera legittima”, e per questo è bene, prima di versare somme indebitamente richieste, “affidarsi a Confconsumatori per avere le dovute informazioni e assistenza”.

