Sono trascorsi quasi 40 giorni dalla presentazione di un'interrogazione sulla gestione del personale addetto alla custodia e alla guardiania. I due consiglieri hanno deciso di informare anche la Regione
MESSINA – Sono trascorsi 38 giorni dalla presentazione di un’interrogazione consiliare sulla gestione del personale addetto alla custodia e alla guardiania degli impianti sportivi comunali, ma dall’Amministrazione non è ancora arrivato alcun riscontro. Per questo i consiglieri comunali Amalia Centofanti (Lega) e Dario Carbone (Fratelli d’Italia) hanno deciso di investire formalmente della questione l’assessorato regionale delle Autonomie Locali, il competente Ufficio Ispettivo e la Prefettura di Messina, con la prefetta Cosima Di Stani, chiedendo di verificare le ragioni del mancato riscontro e di valutare le iniziative necessarie nell’ambito delle rispettive competenze.
“Con l’interrogazione – hanno affermato Centofanti e Carbone – chiedevamo chiarimenti puntuali sulla consistenza del personale impiegato negli impianti sportivi comunali, sulle assegnazioni, sulle turnazioni, sui costi sostenuti e sulle modalità organizzative del servizio. Particolare attenzione era stata riservata anche alla gestione di Villa Dante e al ruolo di Messina Social City. Il termine di trenta giorni previsto dall’articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali è ormai decorso senza che sia pervenuta alcuna risposta”.
“Il silenzio dell’amministrazione – hanno continuato i due – non può trasformarsi in uno strumento per eludere il confronto istituzionale, comprimere le prerogative dei consiglieri comunali e impedire il pieno esercizio delle funzioni di controllo”. La vicenda assume un rilievo ancora maggiore alla luce del dibattito in corso sulla gestione degli impianti sportivi comunali e sul possibile coinvolgimento di Messina Social City. “Prima di immaginare nuovi modelli gestionali, ipotizzare ulteriori affidamenti o ridisegnare l’organizzazione dei servizi, è indispensabile – hanno concluso Amalia Centofani e Dario Carbone – conoscere con esattezza la situazione attuale, in ordine a personale disponibile, distribuzione delle risorse umane, modalità operative e costi a carico del Comune. Senza una ricognizione chiara e documentata, qualsiasi scelta rischia di essere assunta senza un quadro conoscitivo adeguato e senza le necessarie garanzie di trasparenza”.

