Pd: liste “veltroniane- ancora top secret, tra paletti imposti e “vecchi- intoppi politici

Pd: liste “veltroniane- ancora top secret, tra paletti imposti e “vecchi- intoppi politici

Redazione

Pd: liste “veltroniane- ancora top secret, tra paletti imposti e “vecchi- intoppi politici

mercoledì 26 Settembre 2007 - 11:14

Il consigliere comunale Gennaro: «L'impostazione iniziale del partito non è stata colta al 100%»

Oggi è il 26 settembre, il “count-down- verso le primarie del Partito Democratico del 14 ottobre scorre inesorabile, ma delle due liste “veltroniane- di Messina, da presentare ai due collegi della città “Mata e Grifone- e “Centro storico-, non c’è ancora traccia “ufficiale-, nonostante il giorno designato per la loro presentazione fosse il 22 settembre. Intoppi “politici- tipici di momenti come questi, ma anche segnali di un cambiamento che, almeno per il momento, non sembra esserci stato. Tralasciando quelle che sono da considerarsi beghe di partito, non è trascurabile il fatto che il Comitato promotore provinciale del Partito Democratico, composto da un’enorme pletora di sostenitori di questa nuova “creatura- politica (tra cui diversi consiglieri comunali, assessori e deputati regionali), si sia riunito una sola volta, giusto il tempo di eleggere l’ufficio di presidenza. Ufficio di presidenza che, è bene precisarlo, non vede tra i suoi componenti nessun rappresentante della società civile: Franca Pavone fa parte della Margherita, Domenico Arena è presidente della Lega Cooperative, Marcello Scurria è segretario provinciale dei Ds, Filippo Panarello è deputato regionale anche lui della Quercia, come lo è Francesco Calanna, Franco Rinaldi, oltre ad essere il cognato di Francantonio Genovese, è anche deputato all’Ars della Margherita, così come Giuseppe Laccoto. Tutti politici di “medio-lungo- corso.

Tutti processi, questi, che hanno ben poco di innovativo, anche se è da sottolineare il coraggio “politico- di chi è andato controcorrente, e ha voluto mantenere i dettami iniziali che ispirarono la nascita del Pd, e non è un caso, a questo proposito, che le liste dei Democratici per Letta, che in Sicilia appoggiano il sindaco di Caltanissetta Salvatore Messana, siano state presentate puntualmente e senza chissà quali polemiche. Non stupisce, invece, che come ai “vecchi tempi- qualche intoppo politico abbia frenato la pubblicazione delle liste “veltroniane-, creando anche qualche malumore all’interno delle segreterie per qualche candidatura che, giocoforza, alla fine è saltata. Un nome che poteva far parte di queste liste e che invece, come ha detto il segretario cittadino dei Ds Piero David, alla fine è stato sacrificato sull’altare di equilibri troppo lontani dai principi di apertura sin qui proclamati è quello di Gaetano Gennaro, capogruppo di Vince Messina al Consiglio comunale.

«Non conosco i motivi per i quali ancora non sono venute fuori le liste – ci dice Gennaro, contattato telefonicamente – ma ritengo che la loro pubblicazione sia imminente. Per quel che mi riguarda, non vorrei rilasciare dichiarazioni sulle liste nello specifico, perché non ho partecipato alla loro composizione. Ovviamente, so che è un’operazione molto complicata far quadrare le candidature, considerati i vari vincoli quali le proporzioni uomo-donna, la componente della società civile, le quote dei partiti e quelle nord-sud. Gli stessi ritiri di Lumia e Latteri hanno determinato diversi equilibri da tenere in considerazione. Mi auguro solo che tutta questa fatica non culmini in un punto d’arrivo, ma sia un punto di partenza affinché coloro i quali faranno parte di queste liste lavorino per qualcosa che non sia un partito solo sulla carta. Chi oggi sta prendendo un impegno, si assume una responsabilità, perché questo dovrà essere un partito a contatto col territorio, in grado di costruire una grossa forza elettorale che possa prevalere a livello regionale, ma anche alle prossime provinciali. Alla fine i processi politici di questi giorni sono da ritenersi normale routine».

Ma proprio questa “routine- politica, non cozza un po’ con quelle che erano le originali intenzioni che ispiravano la nascita del Partito Democratico?

«L’impostazione a livello nazionale, non solo regionale, della nascita del partito poteva essere diversa, più aperta ai cittadini, ricalcando quelle primarie che avevano portato milioni di cittadini a votare per Prodi e per la Borsellino. Un’impostazione che non è stata colta al cento per cento, e da Veltroni in giù diciamo pure che è andata a farsi benedire. La realtà è rappresentata da gruppi dirigenti più numerosi e da partiti, soprattutto in Sicilia, sempre più forti».

In questo modo quello che doveva essere l’elemento innovativo del Pd viene a cadere.

«Il processo di formazione poteva essere diverso, ma c’è anche da dire che non è stata, come ho detto, un’operazione facile».

Anche il ritiro delle candidature di Lumia e Latteri potrebbe essere letto come un segnale preoccupante.

«Tutto dipende dal tipo di candidature che abbiamo di fronte. Credo che quella di Francantonio Genovese sia una candidatura “di lusso-, se consideriamo che da Napoli in giù rappresenta l’unico sindaco di centrosinistra. Tra l’altro, proprio dalle elezioni di Messina, che ricordiamo si tennero a novembre, iniziò ad invertirsi il trend politico del Paese, portando alla vittoria del centrosinistra anche alle politiche. La candidatura di Genovese potrebbe portare ad un’inversione di tendenza anche a livello regionale. Poi, per carità, anche quelli di Lumia e Latteri erano nomi eccellenti, ma io non mi sono seduto al tavolo che ha stabilito le candidature, con riunioni che per la maggior parte si sono tenute a Palermo e soprattutto a Roma. Io posso esprimere solo un giudizio da “addetto ai lavori-, e in questa veste ritengo che la candidatura di Genovese possa considerarsi anche un riconoscimento alla città di Messina, se pensiamo anche che dagli anni ’90 non abbiamo più un deputato nazionale».

Chi è perplesso sull’eventuale doppio incarico di Genovese ha ragione oppure è eccessivamente pessimista?

«Nel momento in cui Genovese ha accettato la candidatura, sapeva e sa tuttora benissimo di andare incontro ad una grossa responsabilità. Ma tutto si può dire del sindaco, tranne che non sia una persona che sa prendersele, le sue responsabilità. Io le vedo al Comune lavorare tutti i giorni e tutto il giorno, e sono sicuro che anche da segretario regionale del Pd, non verrà meno all’impegno di sindaco. Tra l’altro non dimentichiamo che ci saranno altri soggetti a dargli una mano, sia nel Pd, come Russo e gli stessi Lumia e Latteri, sia al Comune, come il vicesindaco Saitta e la giunta, ognuno sta facendo al meglio il proprio lavoro. D’altronde, il candidato alla segreteria nazionale, Veltroni, è il sindaco della capitale d’Italia. Parliamo di gente che non è sprovveduta – conclude Gennaro – e che sa farsi i suoi conti».

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED