Alluvione Messina. L’intervento:«Mi vergogno di essere italiana»

Alluvione Messina. L’intervento:«Mi vergogno di essere italiana»

Alluvione Messina. L’intervento:«Mi vergogno di essere italiana»

giovedì 05 Novembre 2009 - 08:15

«L'Italia ha dimenticato i suoi fratelli morti e quelli sopravvisuti»

E’ passato ormai più di un mese dalla tragica alluvione del primo ottobre e da quelle giornate dense di angoscia e paura che hanno soffocato la vita e la quotidianità di Messina. Una città che, come oggi ripetono senza sosta gli amministratori locali, da quanto è accaduto deve cercare di trovare la forza per ricominciare, in meglio, e soprattutto deve trovare la capacità di imparare e capire dagli errori. Oltre trenta giorni, giorni nei quali il panico dei primi attimi si è trasformato in rabbia, la rabbia dei tanti abitanti di quei luoghi che, hanno più volte affermato, nonostante le tante segnalazioni, seguite l’evento dell’ottobre del 2007, sul pericolo rappresentato da quella montagna, non sono stati ascoltati. Parole, richieste d’aiuto lanciate dagli abitanti di Giampilieri, Scaletta, Birga, Itala, Molino e Altolia, che sono però presto finite in un vortice mediatico che le ha risucchiate insieme a tutto il resto fino a farle scomparire.

La gente però, chi in quei luoghi ci viveva, chi tra quel fango ha perso un amico, un parente, un genitori, un figlio, o chi, più “semplicemente” è un cittadino che vede soffrire un altro cittadino, ha ancora tanto da dire e tanta rabbia da manifestare. Come quella “scritta” tre le righe che vi riportiamo di seguito, lo sfogo di una lettrice che dentro di sè ha provato e continua a provare sgomento e sdegno per come la tragedia di Messina è stata trattata e raccontata, soprattutto adesso che è «Calato il sipario sulla “nostra” alluvione… »

Colgo l’occasione dopo un mese per ringraziare la redazione di Tempostretto per l’attenzione prestata ad un evento così catastrofico per la nostra città, come quello vissuto l’1 Ottobre. In quella maledetta notte in cui anche le linee telefoniche erano saltate, l’unico mezzo di aggiornamento era proprio questo sito, che con dedizione ha fatto sì che tutta Messina sapesse cosa realmente stava accadendo in quelle zone, segno che ancora a Messina c’è qualcuno disposto a fare seriamente informazione. In questi giorni ho riflettuto a lungo su ciò che sta capitando…e ho buttato giù queste righe, un semplice sfogo…

Calato il sipario sulla “nostra” alluvione…

Una sola puntata da inserire nel palinsesto di tutti i programmi maggiormente

seguiti dagli italiani…non meritiamo così tanta attenzione? Forse è meglio seguire le “avventure” di Marrazzo, o le superperizie del caso Garlasco o i concorrenti del GF10 o ancora l’elezione del nuovo segretario nazionale del Pd…certo è questo quello che conta…non i 37 morti che ci sono stati in una tragica notte tra Giampilieri e Scaletta…loro non meritano l’attenzione nazionale.

La passerella dei grandi politici si è conclusa il 10 ottobre, quando al Duomo tutta Messina si stringeva attorno a quelle 28 bare…adesso loro sono tornati giustamente a sedere nelle alte poltrone, mentre qui c’è chi ancora scava nel fango per trovare i 6 dispersi. Con questo non voglio certo invitare le più alte cariche (Berlusconi, Fini, Schifani o il Presidente della Repubblica) e tutto il resto della classe politica nazionale a munirsi di pala per aiutare chi con tutte le proprie forze continua a scavare incessantemente per restituire un corpo ai familiari…ma vorrei che tornassero ad occuparsi dell’alluvione che ha mietuto 37 vittime, che ha messo in ginocchio l’economia (già traballante a causa delle innumerevoli frane cadute negli anni precedenti) delle zone colpite…che ha lacerato maledettamente i cuori dei sopravvissuti.

Vorrei che i maggiori programmi televisivi, quelli che si sono giustamente

mobilitati per il terremoto dell’Aquila, per l’alluvione di Sarno e per tutte le

calamità che si sono abbattute sul nostro Paese, si ricordassero, che la Sicilia

anche se staccata dallo stivale è una meravigliosa isola dell’Italia, che Messina fa parte dell’Italia…e non esiste gente di serie A e di serie B…siamo tutti uguali, fratelli e figli dello stesso Dio. Ma forse chiedo troppo… e forse questo mio sfogo non arriverà mai nei “salotti” dei vari programmi nazionali.

Fanno più audience i protagonisti del Grande Fratello con le loro storie che si

trovano rinchiusi in una casa di quasi 2000 metri con tutti i confort, mentre qui i sopravvissuti sono costretti a vivere in appartamenti di 40metri e pagare un affitto esoso. Per non parlare del “modico” premio di 250.000€ che uno di loro avrà la “fortuna” di vincere solo perché è riuscito a stare dentro una casa per 120 giorni!Così come è più giusto inviare l’sms per votare quale concorrente dovrà abbandonare la casa, piuttosto che compiere un gesto solidale nei confronti di questa gente che ha perso affetti, casa e un lavoro. Con questo non voglio di certo proporre l’interruzione del programma, perché come ricordano i Queen, “the show must go on”, lo spettacolo deve andare avanti….ma nei loro palinsesti televisivi potrebbero anche dedicare un piccolo spazio alle zone alluvionate, piuttosto che propinarci giornalmente strisce di Gf o gossip vari.

Io mi vergogno di essere italiana, se l’italia (non a caso non uso la lettera

maiuscola) si è dimenticata dei suoi fratelli morti e di quelli sopravvissuti.

Emanuela La Face

(foto Dino Sturiale)

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