La presidente del'associazione ambientalista Santina Fuschi covinta nell'affermare che una corretta educazione alla raccolta differenziata avrebbe permesso di evitare la costruzione del sito in piena Zps
Qualche giorno fa a parlare sono stati gli esponenti di Sinistra e Libertà Ialacqua, Restifo, Ginatempo che attraversano un’ampia argomentazione hanno elencato e spiegato dubbi e perplessità rispetto al progetto di realizzazione della discarica di Pace, evidenziando come la raccolta differenziata rimanga comunque la priorità. E come ben si sa, Messina non occupa certo posizioni di prestigio su questo fronte. Oggi a tornare sull’argomento è la presidente di Legambiente Santina Fuschi che pone cinque interrogativi sulla gestione dei rifiuti a Messina rivolti al sindaco di Messina Buzzanca, al presidente di Messinambiente Dalmazio, dell’Ato3 Ruggeri e al prefetto Alecci.
«La Regione Sicilia – esordisce la Fuschi – ha autorizzato recentemente la discarica di Pace, i cui lavori dovrebbero iniziare a breve e concludersi entro pochi mesi, consentendo alla città di Messina di scaricare i propri rifiuti in una discarica del territorio comunale invece che a Mazzarrà Sant’Andrea e risparmiando così, secondo quanto dichiarato da Messinambiente, una decina di milioni di euro. Il circolo della Legambiente Messina, nel riservarsi di ricorrere alla magistratura per contestare l’ubicazione della discarica (sorgerà in Zona a protezione speciale, nei pressi di un torrente ed ai piedi dell’a ex discarica di Portella Arena non ancora messa in totale sicurezza) coglie l’occasione per sottoporre alle autorità in indirizzo cinque domande, alle quali gradirebbe avere una risposta pubblica affinché tutti i cittadini possano essere informati su di un tema così rilevante per la nostra comunità:
1)Perché si è preferito fare una discarica, che chiuderà i battenti tra poco più di tre anni, e non invece un impianto di compostaggio, che durerebbe all’infinito?
2)Perché non ci si impegna a varare un piano straordinario per una raccolta differenziata spinta, secco e umido, che consentirebbe di ridurre notevolmente la quantità di rifiuti da portare in discarica?
3)Perché non si attua in tutta la città la raccolta differenziata Porta a Porta, come viene fatto in tanti piccoli e grandi comuni?
4)Perché non vengono incentivati i cittadini che effettuano la raccolta differenziata?
5)Perché non vengono resi noti ai cittadini con chiarezza tutti i reali costi di gestione dei rifiuti a Messina, specificando ad esempio quanti milioni di euro il nostro comune è stato costretto a pagare in questi anni (la famosa eco-tassa), in quanto smaltisce i rifiuti tal quali in discarica e nell’inceneritore di Pace?»
Domande che secondo la Fuschi sorgono in modo del tutto spontaneo perchè aggiunge «se il Comune di Messina avesse attuato una raccolta differenziata spinta con il Porta a porta, si fosse dotato di un impianto di compostaggio, avesse incentivato i cittadini virtuosi, oggi non staremmo qui a parlare di discariche ma magari di come attuare a Messina la strategia “Rifiuti Zero”».
