Notizia diffusa dal coordinamento donne Cgil che, pur esprimendo soddisfazione per il risultato raggiunto, mantiene forti dubbi sui tempi di preparazione delle graduatorie che avvengono nel mese di gennaio: “Nel frattempo i genitori sono costretti ad optare per un asilo privato”
La notizia rientra per fortuna tra quelle buone, anzi tra quelle buone a metà. “Oggetto” l’accordo per il finanziamento necessario alla realizzazione di nuove strutture asili nido in città che certo faciliteranno tante donne divise tra lavoro e famiglie. Ad annunciarlo il coordinamento donne della Cgil che però, pur esprimendo soddisfazione per il risultato ottenuto, soprattutto a seguito dell’impegno degli scorsi mesi, sottolinea un piccolo “neo” che rendi appunto la novità semi-positiva.
La graduatorie per l’ammissione negli asili nido comunali, (finora appena 73 posti per 250 mila abitanti), continuano ad essere stilate negli ultimi mesi dell’anno solare, informa il coordinamento donne del sindacato, con la conseguenza che i bambini verranno inseriti nelle stesse solo nel mese di gennaio: “Tale anomalia rischia però di rendere inutile un servizio così importante per la concreta gestione familiare. A chi serve – si legge nella nota della Cgil – sapere che i propri figlii sono entrati in graduatoria per la struttura pubblica a gennaio? Nel frattempo sarà già stato necessario seguire un’altra strada, magari con l’iscrizione in un asilo privato dove il bambino si è già ben inserito con maestre e coetanei. Avere quindi non due ma tre, quattro e anche cinque asili nido comunali in città serve a poco se le graduatorie vengono stilate con la tempistica attuale”.
Per il coordinamento donne Cgil risulta dunque necessario intervenire su questo aspetto: “E’ sufficiente – si scrive – una votazione del Consiglio comunale che modifichi il vigente regolamento datato 1988. Nonostante le tante sollecitazioni che sia la Funzione pubblica che il Coordinamento donne della Cgil hanno fatto in tal senso, e nonostante le tante promesse sia dell’assessore Magazzù che di chi lo ha preceduto, gli anni passano e le famiglie messinesi continuano a non poter inserire i propri figli nei nidi comunali prima del gennaio di ogni anno. Si di una modifica a costo zero, solo una questione di attenzione e di minimo impegno-.
