Come il Ponte sullo Stretto ispira cantautori siciliani, calabresi e non solo...
In attesa della manifestazione dell’8 agosto, torniamo a parlare di ponte. Ma stavolta non dal punto di vista strettamente politico, economico, ambientale, legale, della viabilità cittadina, dei problemi che porterà e che sta già portando, ecc. Bensi, dal punto di vista… musicale. Si, avete capito bene.
Non tutti forse si sono accorti come il dibattito “Ponte si, ponte no” abbia stimolato la creatività di molti cantautori, o come alcune canzoni scritte in precedenza siano perfettamente riferibili a ciò.
Immaginando dunque di comporre una playlist per creare un cd di 80 minuti, queste sono le note che non possono mancare nello stereo di un vero messinese libero.
Come Intro si può inserire un breve frammento di “Chiamate Roma” (programma radiofonico in onda su Radio Deejay e condotto dal Trio Medusa), con Mario Tozzi ospite che parla della grande opera e che ricorda la manifestazione dell’8 agosto (con tanto di commento di Furio sulla data…) http://www.deejay.it/dj/reloaded/detail/id-5/data-2009-06-02/Chiamate-Roma
A questo punto la musica può davvero partire con un must: “La grande opera” di Caparezza, tratta dal favoloso “Le dimensioni del mio caos”, la quale descrive un mondo in cui le grande opere (compreso un inventato spazioporto in Puglia, che ha come fine ultimo il lancio della… cacca nello spazio) sono solo un mezzo per far vincere le elezioni al Fronte dell’Uomo Qualcuno. “Qui si punta a ponti da 3000 metri e rotti/ buoni come soffitti tenuti con i cerotti/ Esclusiva la villa abusiva a riva/ se ti fidi di sta casta non ti si castiga/ Il divino tomo dice che il condono arriva/ noi bluffiamo solo se giochiamo la partita IVA/ Viva la diga, iddio la benedica/ ma non tratterrebbe nemmeno la mia vescica” http://www.youtube.com/watch?v=y42Se9xHIew
E come dimenticare “Il ponte sullo stretto” (definità altresì “La banana di cemento”), del messinesissimo Gabriele Savasta, il quale ci fa riflettere e divertire con un video che paragona, tra l’altro, il seggio elettorale a un water e le schede elettorali alla carta igienica? http://www.youtube.com/watch?v=oApdTXx9AUw
E, dopo avere adattato un discorso del ‘74 di Arnoldo Foà sul referendum abrogativo della legge sul divorzio (Ho eletto dei rappresentanti in parlamento, come avete fatto voi, come abbiamo fatto tutti con le votazioni perché facessero delle leggi che interpretassero la volontá del popolo e venissero in contro alle sue necessitá… Non ne hanno fatta una buona. Bisogna proprio dire che abbiamo tempo e soldi da buttare. E chi ce li fa buttare? Quelli che fino a ieri privilegiati. Ma perché lo stato si deve prendere tanti ma tanti milioni, miliardi per tute le cabale della legge di ieri. Ma non ho bisogno di convincervi, una persona intelligente dice NO quando lo deve dire. Dire NO é credere nella propria coscienza. E’ un NO estremamente positivo. In passato, abbiamo detto troppi SI), attraversiamo lo stretto (senza ponte) per arrivare nell’altra sponda dai Bergamotto Sound System, che non si limitano a dire “No al ponte”, ma offrono validissime proposte alternative, tra l’altro su una base gradevole. http://www.youtube.com/watch?v=EOiMBqd7iFk
Rimanendo in terra calabra, il rapper/produttore Peppe Cirino con atmosfere decisamente più “dark” alle suddette tracce, descrive nei minimi particolari i problemi che genererà la costruzione della “Inutile passerella” distruggendo l’ottava meraviglia, che esiste già: lo Stretto! Presente dunque la descrizione dei luoghi, nella visione “ribelle” tipica di ogni vero rapper degno di questo nome. http://www.youtube.com/watch?v=8RR7VY_K400
Ma ritorniamo in Sicilia: sul “Bandolero riddim” dicono la loro i Trinakriù ribadendo a grandi linee quanto detto dai Bergamotto Sound System, nonostante tale riddim non sia esattamente il più orecchiabile del mondo. Niente a che vedere con il celeberrimo “Doctor’s darling” su cui hanno cantato “Natu nta Sicilia”, tanto per intenderci. http://www.youtube.com/watch?v=_3XSdKfCUYo
E’ poi il turno dei capi della scena hip hop underground di Messina (definita da loro stessi come “La grande pera”), la quale offre da un po’ di anni a questa parte interessanti lavori, pur senza il risalto che meriterebbe la scena nostrana. Stiamo parlando della Pantani Family, in particolare di Wally, Boris e Trama, i quali invitano a fare “un ponte tra le casse del tuo stereo”. Mentre i primi due fanno il quadro sulla realtà messinese, il terzo si distingue per lo spessore delle rime. Il beat non sarà eccelso, ma passa in secondo piano proprio per il testo, l’unico di questa tracklist a nominare esplicitamente la tessera numero 1816 della P2: Silvio Berlusconi.
Rime invece più implicite, ma condite con un sound rastafari, per Jaka con “Benvenuti in Sicilia”, dove il ponte rappresenta la porta di un luogo che definire desolante è persino poco… http://www.youtube.com/watch?v=OzlNcL42Snc
Dopo queste tracce, potrebbe seguire una serie di canzoni che non parlano esclusivamente di Ponte, ma in cui sono presenti riferimenti diretti e non.
Su tutti “Il grande niente” della Casa Del Vento, visto come un anestetico mentale per i cittadini italiani. Emblematica la strofa “Niente, come un ponte che allontana la gente, dove manca tutto e qui non c’è niente, fumo in faccia per il corpo votante”. http://www.youtube.com/watch?v=2_Y8-TFHBhw
Da segnalare anche i dubbi dei Modena City Ramblers in “La legge giusta”, alla ricerca del concetto del significato dei termini “democrazia” e “politicamente corretto”. http://www.youtube.com/watch?v=z45x-JwgYMw Anche Daniele Silvestri è però in cerca, ma di “Monetine” “per il ponte sullo stretto di Messina, sperando che il calore della terra siciliana possa sciogliere la nebbia fissa in Val Padana”. http://www.youtube.com/watch?v=QD2t59we2dk Meno diretto, ma non per questo immeritevole di un posto in tracklist, il riferimento di Mau Mau, il quale qualche anno fa apriva i concerti con una canzone che si intitola -Il treno del sole-, citando lo Stretto di Messina ed il fatto che “questo ponte non s’ha da fare”.
Impossibile poi non inserire due grandi della musica italiana come Edoardo Bennato e Fabrizio De Andrè.
Il primo con “Detto tra noi” del ‘73 prende in giro la cialtroneria politica, con una strofa che la dice lunghissima e sembra scritta pensando proprio al Ponte: “e costruirò ponti e larghe autostrade, a dieci e più corsie/ senza code a caselli, pedaggi e altre diavolerie/ e tutta la gente che è costretta ad emigrare, a casa tornerà/ ma già scuotete la testa, più non mi credete ormai…” Più attuale oggi di 36 anni fa! http://www.youtube.com/watch?v=qNAhfMEQNlo
Decisamente più seria quella di De Andrè, che in “La canzone del maggio” (già cara al compianto Giuseppe Gatì) trasuda rabbia da tutti i pori. “Lo conosciamo bene il vostro finto progresso/ il vostro comandamento: ama il consumo come te stesso/ e se lo avete osservato fino ad assolvere chi ci ha sparato/ verremo ancora alle vostre porte/ e grideremo ancora più forte”. Impossibile non gridare “Viva Caselli, Viva il pool antimafia”! http://www.youtube.com/watch?v=DydP9kKBkGw
E giusto per ricordare che siamo in Sicilia, un pezzo che pur datato ’93 è forse più attuale di prima. “Fight da faida”, un inno antimafia dedicato al meridione che in quel momento piangeva Falcone e Borsellino, un invito a non mollare. http://www.youtube.com/watch?v=Dol5U8uDSk0 Idem anche i Sud Sound System, che pongono l’accento maggiormente sulla “Coscienza pe li vagnuni”. http://www.youtube.com/watch?v=gBOCIgWyKQA
Da alzare a palla poi “Sputate al re”, uno dei pezzi più potenti degli ormai sciolti Articolo 31. J-Ax, che si è sempre definito come “un polentone innamorato della Sicilia”, non le manda certo a dire nei confronti di una nazione rappresentata come “il paese dei SE, dei FORSE, dei PERò”, frutto di una televisione che lobotomizza il popolo, il quale non ha più il coraggio di urlare “Il re è nudo!” per non rischiare la testa. Semplicemente una bomba! http://www.youtube.com/watch?v=CysOd4SQK_E
Gradevolissima anche “L’antagonista” di Piotta, con una base e un ritornello cantato che la rendono più che orecchiabile, ma che fanno da contraltare al peso delle parole che non risparmiano davvero nessuno. In generale, preso di mira dal rapper romano è il nostro mondo fatto di inganni, illusioni e ingiustizie. Geniale il “Co-co-co/ co-pro-fagia”, ma notevole anche il tributo ai Public Enemy (“Sarò il nemico con la sveglia al collo”) e l’invito ripetuto a prendere posizione. http://www.youtube.com/watch?v=Esn3aI6so8A
In dirittura d’arrivo poteva forse mancare Roy Paci con gli Aretuska? La mia personale indecisione era se inserire in tracklist “Cantu sicilianu”, cover alla siciliana di “Mambo italiano”, un vero inno d’amore nei confronti della Sicilia che recita anche “E perciò mi pigghiu u Ferry Boat e poi me fazzu sempre Messina-Reggio, Reggio-Messina…”. Alla fine però ho optato per la più classica “Malarazza”, vecchio canto ribelle siciliano (interpretato anche da Domenico Modugno) per la ricerca di una giustizia che non c’è più. Apprezzabile anche la strofa reggae di Zuli, ma soprattutto… non ballarci sopra è praticamente impossibile! http://www.youtube.com/watch?v=cf_yLNZFCYI
Il tempo residuo è veramente esiguo, giusto lo spazio per far dire la loro a una delle crew più massicce d’Italia: stiamo parlando dei Club Dogo. A differenza della maggior parte dei loro pezzi, la produzione è in questo caso affidata a Dj Shocca. Fate attenzione, perché qui si parla di un pezzo di storia dell’hip hop italiano… “non dico <
A questo punto gli 80 minuti sono esauriti. Dispiace solo aver sacrificato altre canzoni meritevoli, come “In Italia” di Fabri Fibra o “Sparami” dei Litfiba…
Non possiamo sapere se i messinesi riusciranno a fermare nuovamente la costruzione dell’opera. Se non altro, rimarrebbe la magra consolazione di aver ispirato una serie di artisti con differenti background musicali, culturali e geografici… E chissà che a qualcuno non venga davvero in mente di comprare i diritti delle canzoni per farne davvero una compilation vendibile (in maniera legale, s’intende!) ai cittadini messinesi.
Ecco a cosa sarà davvero servita la grande opera. Alla faccia di chi dice che il ponte è inutile!
Buona musica a tutti! “Perché non c’è musica che vale di più, di quella musica che vuoi sentire tu” (Jovanotti)
1. Trio Medusa & Mario Tozzi – Intro
2. Caparezza – La grande opera
3. Gabriele Savasta – Il ponte sullo stretto
4. Frankie Hi-Nrg Mc featuring Arnoldo Foà – Morsi e rimorsi
5. Bergamotto Sound System – No al ponte
6. Peppe Cirino – Inutile passerella
7. Trinakriù – No ponte
8. Pantani Family (Wally, Boris, Trama) – No ponte
9. Jaka – Benvenuti in Sicilia
10. Casa Del Vento – Il grande niente
11. Modena City Ramblers – La legge giusta
12. Daniele Silvestri – Monetine
13. Mau Mau – Il treno del sole
14. Edoardo Bennato – Detto tra noi
15. Fabrizio De Andrè – La canzone del maggio
16. Frankie Hi-Nrg Mc – Fight da faida
17. Sud Sound System – Coscienza pe li vagnuni
18. Articolo 31 – Sputate al re
19. Piotta – L’antagonista
20. Roy Paci & Aretuska – Malarazza
21. Club Dogo – Falsi leader
