Nel Castello di Spadafora interessante mostra fotografica organizzata dall'Associazione Ornitologica Messinese
A Spadafora, fino al 22 agosto, è possibile visitare gratuitamente, dalle 9 alle 19,30 con orario continuato, il Castello del XVI secolo che ospita una spettacolare mostra fotografica organizzata dall’Associazione Ornitologica Messinese sul tema delle migrazioni degli uccelli nello Stretto di Messina.
Gli scatti in esposizione a Spadafora rendono conto di quanto gli uccelli migratori amino il cielo di Messina che è il punto di passaggio preferito di moltissimi stormi che in primavera qui incrociano le loro rotte provenienti dall’Africa dirette in “viaggio di nozze” verso i paesi freddi e di nuovo da qui passano a novembre per svernare al caldo.
Lo Stretto di Messina è unico al mondo per la sua peculiarità: si trova a metà strada del lungo volo che gli uccelli affrontano nella loro migrazione e le particolari correnti ascensionali che si creano, analogamente alle correnti dello Ionio e del Tirreno che si uniscono, consentono a queste creature viaggiatrici di riposarsi in quota, semplicemente aprendo le ali e lasciandosi trasportare lentamente dai venti nella traversata dalla Sicilia alla Calabria, recuperando le forze per la seconda parte del viaggio.
Apre il percorso fotografico della mostra che si snoda lungo le stanze del pianterreno del Castello una bellissima foto di Leone Giuliano Pidalà che coglie il riposo dei falchi pecchiaioli sullo Stretto; proseguendo a destra nella prima stanza, gli obiettivi fotografici di Gory Costa e di Arnaldo Oliva ci mostrano delle splendide immagini di garzette, gabbiani, aironi, martin pescatori colte sul lago di Ganzirri, luogo di ristoro dove questi uccelli trovano abbondante cibo per rifocillarsi. Nella terza stanza gli scatti di Leone Giuliano Pidalà inquadrano i falchi dalle colline dei Peloritani ed in particolare dal Monte Ciccia, un’altura prediletta dai rapaci e disseminata di vecchi appostamenti di caccia in muratura, ormai in disuso grazie agli interventi della LIPU, da cui i cacciatori che, secondo una vecchia superstizione, volevano preservarsi per un anno intero dagli eventuali tradimenti della propria moglie tentavano di ucciderne almeno uno. Alla LIPU il merito dunque di aver salvato i falchi e le mogli fedifraghe dei cacciatori.
Completano la mostra molte belle immagini di fauna autoctona donate dalla Casa Editrice Alcedo di Milano, di cui Leone Giuliano Pidalà è direttore insieme con Massimo Natale: cardellini, verzellini, diamanti, persino il leopardiano passero solitario che mostrano i loro sgargianti piumaggi o nell’atto di portare al nido il cibo per i piccoli affamati.
La mostra è stata allestita all’interno del Castello di Spadafora, una costruzione del XVI secolo ben conservata e ben valorizzata, anche se lo spesso strato di intonaco che copre le pareti interne a mo’ di restauro non ha mancato di scandalizzare Vittorio Sgarbi in una sua visita estemporanea di qualche anno fa. E’ stata promossa dall’Associazione Ornitologica Messinese, che fa parte della Federazione Ornicoltori Italiani, in collaborazione con la Proloco di Spadafora, di cui Piero Giacobello è il presidente, e con il patrocinio del Comune di Spadafora e della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina.
L’Associazione Ornitologica Messinese, di cui Arnaldo Oliva è il presidente, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale del suo scopo ambientalista: i soci allevano ed effettuano ricerche scientifiche su vari tipi di uccelli, anche con l’obiettivo di conservare varietà ormai esistenti solo in cattività come i cardinalini del Venezuela, da potere in futuro reinserire nell’ambiente. L’Associazione organizzerà a Novembre presso la Palestra di Villa Dante la sua 59^ edizione della Mostra Ornitologica della Città dello Stretto, una mostra/concorso in cui vengono esposti i soggetti nati nel corso dell’anno presso gli allevamenti dei vari soci ed alla quale verranno invitate come di consueto delle scolaresche per un incontro allo scopo di illustrare i criteri di allevamento e dimostrare i risultati genetici degli accoppiamenti. Poche settimane fa l’Assessore alle Politiche Ambientali Elvira Amata ha affidato all’Associazione la gestione della voliera di Villa Mazzini che è già stata arredata con una quarantina di uccelli provenienti da tre diversi continenti i cui habitat naturali sono stati riprodotti in condizioni di biodiversità; a breve l’Assessorato sarà in grado di assegnare all’Associazione, che attualmente può essere contattata tramite il suo sito www.messinaornitologica.it, la sua sede definitiva a Villa Dante, che attualmente è in fase di allestimento.
La mostra di Spadafora rappresenta quindi una bella occasione di arricchimento culturale; sarebbe auspicabile, nel rispetto dell’organizzazione del lavoro dei dipendenti addetti alla custodia, potere estendere l’orario di visita anche alle ore serali per poterne consentire la fruizione ad un pubblico più vasto.
