L'Esa (Ente di Sviluppo Agricolo) verso la liquidazione. 1.300 lavoratori a casa?

L’Esa (Ente di Sviluppo Agricolo) verso la liquidazione. 1.300 lavoratori a casa?

L’Esa (Ente di Sviluppo Agricolo) verso la liquidazione. 1.300 lavoratori a casa?

sabato 31 Ottobre 2009 - 00:49

Il Presidente dell'ente, Roberto Materia, si schiera con i dipendenti e dice: “No, è un ente che ha i bilanci in pareggio. La chiusura non comporterà alcun risparmio per il bilancio regionale”.

La soppressione dell’Esa, prevista nel disegno di legge “Manovra correttiva per l’esercizio finanziario 2009”, a firma dell’assessore Di Mauro, ha inevitabilmente creato un grave stato di agitazione per i ben 1.300 lavoratori, tra tecnici, amministrativi e trattoristi che operano nell’ente. Dal 1 gennaio 2010, dopo decenni di vita, secondo quanto previsto dal disegno di legge, dovrebbe scomparire in Sicilia, l’Ente di Sviluppo Agricolo, contrariamente a quanto accade nelle altre Regioni d’Italia dove, invece, è stato rilanciato.

Forte la presa di posizione da parte dei sindacati, che, all’indomani della decisione annunciata da palazzo d’Orleans, hanno, con nota, chiesto al governo regionale di convocare rapidamente tutte le parti interessate, lavoratori e imprese del settore, attorno a un tavolo per chiarire la situazione.

Inconsistenti sono apparse le rassicurazioni dell’assessore regionale al Bilancio, Roberto Di Mauro, il quale, qualche giorno fa, ha dichiarato che un “futuro e indefinito decreto del presidente della Regione”, costituirà la soluzione del problema occupazionale legato alla soppressione dell’Ente di sviluppo agricolo.

“Anche con la liquidazione dell’Ente, il governo tutelerà il personale, sia quello a tempo indeterminato che stagionale. Lo prevede la manovra approvata in giunta perché pensiamo che questo personale sia una risorsa che può ancora essere ben impegnata”, afferma Di Mauro. Il personale a tempo indeterminato dovrebbe confluire nella Resais, mentre le modalità di utilizzo del personale impegnato con contratti stagionali o temporanei, in essere nel 2008, dovranno essere disciplinate da un decreto del presidente della Regione. “La decisione di liquidare l’Esa – continua Di Mauro – rientra nell’opera di risanamento e razionalizzazione della spesa pubblica regionale, nella convinzione che questo ente rientra tra quelli che hanno ormai esaurito la loro missione istituzionale e non hanno più ragione di essere mantenuti in vita”.

Di diverso avviso, invece, il Presidente della commissione parlamentare delle Attività Produttive, Salvino Caputo; che, dopo aver incontrato il Presidente dell’Esa, Roberto Materia, ed una delegazione dei lavoratori, ha commentato: “In tema di Enti pubblici a partecipazione regionale, questo Governo opera in grande confusione perdendo di vista gli obiettivi strategici di risparmio e di efficienza. Invece di sopprimere Enti – almeno 22 – che sono macchinette mangiasoldi e carrozzoni clientelari, con bilanci in perdita, e che stranamente vengono salvati ed, anzi, potenziati dalla Regione, si decide di sopprimere l’Esa che ha operato in perfetto pareggio di cassa e che sta realizzando concretamente un rilancio della agricoltura in Sicilia”.

Anche il Presidente dell’Esa, Roberto Materia – preoccupato per la situazione ed al fianco dei lavoratori dell’ente che da tre anni amministra – con dati inappellabili alla mano afferma: ”La chiusura dell’Esa non comporterà alcun risparmio per le casse regionali in quanto, i 23 mln di euro assegnati dalla Regione insieme agli 11,6 mln di euro per la campagna di meccanizzazione agricola, vengono utilizzati esclusivamente per il pagamento delle spese correnti dell’Ente (stipendi, contributi, tfr, tasse, utenze, funzionamento) e, pertanto, la soppressione non porterà a minori spese per il bilancio regionale. A questo, inoltre, si aggiunge un altro elemento, continua Materia: “Il bilancio previsionale 2008 si è chiuso con un sostanziale pareggio. Pertanto, dopo tre anni di amministrazione, questo Consiglio può tranquillamente affermare che l’ente non ha debiti fuori bilancio. L’Esa – conclude il Presidente in carica – è un efficace ente strumentale dell’assessorato Agricoltura, in grado con le proprie caratteristiche tecnico-giuridiche di portare avanti interventi infrastrutturali e utilizzare i Fonfi Fas”.

Ricordiamo tra le importanti opere svolte dall’Ente: il rilancio di alcuni settori come la Biofabbrica di Ramacca, unica per il suo genere nel Mezzogiorno, il piano di viabilità rurale siciliana, il progetto di massima per la fruizione dei borghi rurali e la valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare.

Tutto questo aveva portato, solo qualche mese fa, l’ Assessore all’Agricoltura e Foreste, Michele Cimino, ad esternare l’intento di potenziare e valorizzare l’ente siciliano, che avrebbe voluto quale braccio operativo del proprio assessorato.

Sembra proprio il caso di concordare col presidente Caputo… “questo Governo opera in grande confusione” e cade, quindi, in evidenti ed incomprensibili contraddizioni.

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