Vent'anni fa il crollo del Muro di Berlino: il primo grande evento storico trasmesso in diretta e in mondovisione

Vent’anni fa il crollo del Muro di Berlino: il primo grande evento storico trasmesso in diretta e in mondovisione

Vent’anni fa il crollo del Muro di Berlino: il primo grande evento storico trasmesso in diretta e in mondovisione

lunedì 09 Novembre 2009 - 01:00

9.11.1989 - 9.11.2009: riviviamo quella serata che, esattamente vent'anni fa, segnava una pagina indimenticabile della storia

«Ci sono molte persone al mondo che non comprendono, o non sanno, quale sia il grande problema tra il mondo libero e il mondo comunista. Fateli venire a Berlino! Ci sono alcuni che dicono che il comunismo è l’onda del futuro. Fateli venire a Berlino! Ci sono alcuni che dicono che, in Europa e da altre parti, possiamo lavorare con i comunisti. Fateli venire a Berlino! E ci sono anche quei pochi che dicono che è vero che il comunismo è un sistema maligno, ma ci permette di fare progressi economici. Lasst sie nach Berlin kommen! Fateli venire a Berlino! […] Tutti gli uomini liberi, ovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso di dire: Ich bin ein Berliner!(sono un Berlinese!)»: con queste parole il 15 giugno 1963 l’allora presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, voleva esprimere il senso di quel Muro che rappresentava fisicamente la Cortina di Ferro, quel confine che per i lunghi decenni della Guerra Fredda ha separato l’Europa occidentale, influenzata dalla civiltà anglosassone, da quella orientale, influenzata invece dal regime sovietico. In parole povere, quel confine che separava la libertà dall’oppressione, il benessere dalla fame, la democrazia dalla dittatura.

Nel 1989 quel Muro non aveva più senso di esistere: il regime Sovietico era imploso in se stesso, il Comunismo era morto già da qualche anno e la Guerra Fredda s’era ormai conclusa senza sfociare nel tanto temuto terzo conflitto mondiale: più che di un successo del blocco occidentale, possiamo parlare di un fallimento del regime sovietico che aveva stremato milioni di persone perdendo fiducia popolare e credibilità internazionale.

Il 9 novembre 1989, esattamente vent’anni fa, il Comunismo era già morto ma il Muro di Berlino era ancora in piedi. Alle 18:53, mentre le televisioni e le radio di tutto il mondo erano collegate in diretta con una Berlino vivace e baldanzosa, il corrispondente Ansa di Berlino Est, Riccardo Ehrman, chiese a Günter Schabowski, Ministro della Propaganda della Germania dell’Est, quando i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine.

Schabowski, che si trovava in vacanza e non aveva potuto conoscere i dettagli dei provvedimenti decisi dal Governo, rispose così: «per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. (…) Se sono stato informato correttamente quest’ordine diventa efficace immediatamente».

Più di cinquantamila berlinesi dell’Est, vedendo l’annuncio in televisione, si precipitarono a ridosso del Muro intasando i check-point e scavalcandolo con foga, gioia e tripudio: gli stessi check-point vennero aperti e i berlinesi dell’Ovest accolsero in modo festoso i loro fratelli orientali. I bar vicini al Muro iniziarono a offrire birra gratis per tutti.

Chi se lo dimenticherà mai quel pomeriggio?

Avevo poco meno di tre anni e mezzo, ma avevo capito subito che quella sera non avrei potuto guardare i soliti cartoni animati.

Tutta la famiglia si era concentrata su una diretta televisiva che aveva tutta l’aria di essere sontuosa e importante.

Il mondo intero era col fiato sospeso dopo i tumulti di pochi mesi prima in Cina con la tragica protesta di piazza Tiananmen.

Ma quella sera in televisione avrei visto feste, gioie e sorrisi: solo qualche anno più tardi avrei capito che quello era stato un momento storico, quando lo avrei ritrovato nelle ultimissime pagine dei miei primi libri di storia, alla scuola elementare.

Quante cose sono cambiate in Vent’anni: la caduta del Muro di Berlino fu solo il primo grande evento della storia trasmesso in diretta e in mondovisione: abbiamo vissuto sensazioni simili e analoghe durante i bombardamenti della Prima Guerra del Golfo, appena un paio d’anni dopo.

Chi non ricorda tutte quelle -lucine verdi- della contraerea Irakena?

E poi ancora l’11 settembre 2001, l’attentato alle Torri Gemelle: quant’è cambiato il mondo!

Mentre a Berlino crollava il Muro, dall’altro lato dell’Oceano c’era già chi perfezionava la rete Arpanet che consentiva di mettere in rete, tramite computer, luoghi lontani e altrimenti irragiungibili. Nel 1989 erano connessi tra loro centomila computer. Oggi sono seicento milioni.

Vent’anni fa moriva il Comunismo e nasceva la Globalizzazione. Dall’Europa della Cortina di Ferro siamo arrivati a quella della Moneta Unica, con il denominatore comune del crescente potere dei mezzi di comunicazione, che grazie alle nuove tecnologie riescono a raccontare in diretta, a tutto il mondo contemporanemente, ciò che fino a pochi decenni fa veniva comunicato con lentezza e, spesso, con tante censure.

Perchè quel 9 novembre di vent’anni fa si realizzava una grande conquista per l’umanità: centinaia di persone riscoprivano il piacere della libertà dopo lunghi decenni di oppressioni, torture, soprusi e violenze.

Senza dimenticare però le parole con cui Giovanni Paolo II stigmatizzò il capitalismo sfrenato: -la legge del profitto non può essere suprema-. Un monito che fa riflettere per il futuro.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED