Concessione Rada San Francesco, Lo Bosco: «Tuteleremo gli interessi collettivi e i principi di libera concorrenza»

Concessione Rada San Francesco, Lo Bosco: «Tuteleremo gli interessi collettivi e i principi di libera concorrenza»

Concessione Rada San Francesco, Lo Bosco: «Tuteleremo gli interessi collettivi e i principi di libera concorrenza»

venerdì 18 Aprile 2008 - 10:05

Secondo il Cga il -carico e scarico passeggeri non è attività portuale-. Lo Bosco: «Definizione azzardata, sui traghetti avviene anche trasporto merci»

La Rada San Francesco è sotto l’occhio del ciclone, e in particolar modo la concessione che nel 2003 l’Autorità portuale rilasciò alla Caronte&Tourist dei Franza (allora Travel Tickets). Concessione che secondo il Consiglio di Giustizia Amministrativa è illegittima, in quanto è stato ritenuto fondato il ricorso presentato dalla società Amadeus Spa di Amadeo Matacena nel 1999 contro l’esclusione della società stessa dalla concessione dell’area. La Amadeus al tempo non era iscritta al registro delle imprese portuali, e per questo fu esclusa, ma oggi il Cga rimette in discussione tutto, con una sentenza che dichiara «l’illegittimità della concessione assentita alla controinteressata» (la Caronte&Tourist, dunque), portando come motivazione che il servizio di carico e scarico di passeggeri e auto non rientra tra le attiività portuali (a differenza dal carico e scarico di merci) e dunque non necessita di specifiche autorizzazioni.

«La decisione del Cga – dichiara il presidente dell’Autorità portuale Dario Lo Bosco – non mi è ancora stata notificata ufficialmente, ho appreso dalla Gazzetta del Sud dell’esistenza di questo problema. Per dimostrare efficienza abbiamo anticipato i tempi, chiedendo l’intervento dell’Avvocatura di Stato. Si tratta di un problema tecnico-giuridico, ma per la portata del caso si chiederà anche l’interessamento del Ministero dei Trasporti. Vedremo come tutelare gli interessi collettivi, ma anche i principi generali della libera concorrenza di mercato. Noi siamo un’Autorità e in quanto tale super-partes, dunque dobbiamo garantire la competività».

Ci si interroga sulle conseguenze di questa decisione del Cga, ma su una cosa Lo Bosco sembra certo: «Il traghettamento non potrà fermarsi perché si tratterebbe di interruzione di pubblico servizio». Poi il presidente dell’Authority non nasconde alcune perplessità: «Nel 2005 (presidente era Vincenzo Garofalo, nda) l’Autorità portuale non avrebbe attivato la difesa d’ufficio, fatto che reputo quantomeno inopportuno, non conosco francamente le ragioni di una scelta del genere». Altro motivo di riflessione lo offre la motivazione della sentenza: «Sotto il profilo logico, non c’è dubbio che far transitare su una nava un Tir con a bordo dei prodotti è a tutti gli effertti un trasporto merci, apparrebbe azzardata una definizione diversa». Cosa succederà adesso? «Noi abbiamo il dovere di muoverci per vie istituzionali col massimo rispetto degli organi giudiziari. La sentenza dovrebbe riguardare solo la Rada San Francesco, dunque una fattispecie specifica, se la portata della sentenza investirà altre tematiche, agiremo di conseguenza».

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