Reggio: la Città-Fantasma fuori dal Palazzo dei Ministri

Reggio: la Città-Fantasma fuori dal Palazzo dei Ministri

Reggio: la Città-Fantasma fuori dal Palazzo dei Ministri

giovedì 28 Gennaio 2010 - 15:29

Quarant’anni. Sono passati 40 anni da quando la Città di Reggio non era così blindata, impaurita, spettrale.

Per tutti coloro che, in quelle settimane del 1970 durante la famosa Rivolta, ancora non c’erano, la Reggio di oggi, quella del Consiglio dei Ministri, è stata una Reggio esclusiva, nuova, mai vista prima.

Chi invece ricorda sulla propria pelle i momenti, drammatici e appassionati, delle barricate, avrà senza dubbio rivissuto in un qualche modo alcune sensazioni di quei giorni in questa stranissima mattinata d’inverno.

Le circostanze, per l’amor di Dio, sono completamente differenti, ma gli effetti abbastanza simili.

In occasione del Consiglio dei Ministri, tutto il centro storico è completamente chiuso ad ogni tipo di traffico (anche pedonale!): la vasta “zona rossa” é circondata da transenne e presidiata da camionette dei Carabinieri.

Nei tetti dei palazzi ci sono cecchini, armati di binocolo e carabine, che controllano la situazione.

I tombini di mezza città, lungo tutta la tratta stradale che porta dall’Aeroporto a piazza Italia, sono stati saldati a piombo da giorni per scongiurare il rischio di bombe e tritolo.

Sù in cielo gironzolano attenti numerosi elicotteri di carabinieri e polizia, e sulle strade del centro Città c’è solo il loro eco in un silenzio surreale.

Moltissime strade sono chiuse al traffico, e la gente ha scelto di rimanere in casa. Negozi vuoti, bar tristemente spenti rispetto quella consueta allegra parlantina che li anima ogni mattina.

E’ una città spettrale, anche perchè piove. Il tempo è umido, il cielo scuro, coperto, uggioso. Triste.

Dentro la Prefettura, invece, centinaia di giornalisti provenienti da tutt’Italia (e non solo) seguono con attenzione il Consiglio dei Ministri straordinario in cui è stato approvato il piano antimafia del Governo mentre tutt’intorno due animati gruppettini esprimono le loro opinioni: da una parte ci sono i sostenitori di Berlusconi, i giovani del Pdl che esultano e applaudono all’arrivo del Presidente del consiglio, che si avvicina loro a stringere le mani e ricevere i soliti abbracci; dall’altra ci sono i contestatori, tra cui una rappresentanza del movimento ‘No Ponte‘, gli anarchici di ‘Combattivamente‘ e altri raggruppamenti della sinistra radicale oltre ad alcuni lavoratori precari, lsu, lpu e militanti dei sindacati calabresi di Cgil, Cisl e Uil.

Sono venuti da tutta la Provincia e anche dalla vicina Sicilia ad esprimere il loro dissenso o assenso al Governo, ma sono pochi: saranno un centinaio circa sia i contestatori che i sostenitori.

Tutt’intorno, il deserto. La città vuota, buia, spettrale. Sbarrata dalle transenne, presidiata dai cecchini. Chiusa al traffico e barricata dentro casa.

Neanche durante l’ultima guerra di mafia, più di vent’anni fa, Reggio viveva una simile angoscia: in quei tempi prevaleva lo spirito di distacco e menefreghismo nei confronti di ogni cosa che avesse a che fare con la ‘ndrangheta. E la gente perbene, quella onesta che rappresenta grazie a Dio la stragrande maggioranza della popolazione reggina, si trincerava dietro l’atteggamento del “lasciamo che si ammazzino tra di loro“.

Oggi non è più così: la guerra in atto non è interna tra clan ma tra Stato e criminalità. Uno Stato che stavolta ha scelto di essere presente, di farsi sentire e di farsi vedere, sfidando le minacce e le gravissime, preoccupanti intimidazioni subite nelle ultime settimane da alcune tra le principali istituzioni cittadine.

Berlusconi, dopo il Consiglio dei Ministri, ha detto di essere “ottimista” e ha confermato che crede “fermamente che lo Stato possa sconfiggere la ‘ndrangheta” debellando così la Calabria dal suo male più grave.

La gente, però, ha paura. Ha paura perchè immagina, ammesso che lo Stato ci riesca davvero, quanto ciò possa costare alla Città.

Ma, in fondo, sa anche bene che non ci sono alternative: ecco come si spiega la Città Fantasma fuori dal Palazzo dei Ministri in questa triste, strana mattinata d’inverno.

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