La Reggina ritrova un grande Franco Brienza che però al Menti di Vicenza non basta. Gli amaranto affondano verso la Lega Pro

La Reggina ritrova un grande Franco Brienza che però al Menti di Vicenza non basta. Gli amaranto affondano verso la Lega Pro

La Reggina ritrova un grande Franco Brienza che però al Menti di Vicenza non basta. Gli amaranto affondano verso la Lega Pro

sabato 06 Febbraio 2010 - 17:19

Nuova bruciante sconfitta per la formazione reggina, battuta 3-1 da una compagine non certo insormontabile dopo una gara spettacolare. La classifica fa paura: Iaconi rischia, pronto Nevio Scala

Dopo la sosta e la conclusione del calciomercato invernale, la serie B è tornata in campo e la Reggina ha fallito la missione della vigilia, cioè l’impegno di dare continuità alla vittoria ottenuta a Padova nell’ultimo turno con un altro successo esterno che, sul Vicenza, avrebbe significato non solo il sorpasso rispetto agli avversari, ma anche una boccata d’ossiggeno dalla zona retrocessione e un netto avvicinamento alla metà classifica e quindi alla zona play-off.

La Reggina è scesa in campo con tutti i buoni auspici riproponendo il 3-5-2 già visto in terra veneta quindici giorni fa, nella vincente trasferta di Padova. Questo 3-5-2, con un centrocampo ricchissimo di qualità, vede in Tedesco e nel nuovo arrivato Castiglia le -catene- tra la linea mediana e l’attacco, dove Pagano continua ad affiancare Bonazzoli. Sulle fasce ci sono Vigiani a destra e Rizzato a sinistra, con Carmona in interdizione.

La Reggina vista a Vicenza non è stata una brutta Reggina: s’è giocata la gara per tutti i 90 minuti e ha giocato -da grande-, mantenendo sempre il possesso palla e il pallino del gioco.

Sono, però, imperdonabili errori a segnare quest’ennesima, pesantissia, sconfitta.

Al decimo minuto, sul risultato di 0-0, Castiglia si procura un calcio di rigore che, inspiegabilmente, va a calciare. E lo fa malissimo, facendoselo parare da Fortin.

E il quarto rigore che la Reggina sbaglia in questo campionato: dopo gli errori di Brienza a Empoli, Cacia contro l’Albinoleffe e Pagano contro il Cesena, la Reggina fa ‘poker’. E tutte e quattro le partite con rigori parati sono state poi delle sconfitte. Quello di Brienza a Empoli, all’ultimo minuto di recupero sul risultato di 2-0 per i padroni di casa, probabilmente non avrebbe influito sul risultato finale ma gli altri tre penalty sono stati assegnati tutti nella primissima parte della gara, sul risultato di 0-0: insaccare quei palloni avrebbe potuto significare mettere in discesa tre partite che si sono rivelate poi altrettante sconfitte.

La Reggina sembra avere la sindrome dei calci di rigore, dopo che l’anno scorso la retrocessione dalla serie A è passata anche e soprattutto dalla sconfitta casalinga con l’Udinese per 0-2 il giorno di Pasqua, quando Brienza sbagliava clamorosamente un rigore che avrebbe significato tanto.

Da quel giorno, il fantasista reggino è entrato in un tunnel di depressione calcistica che non l’ha mai più visto brillare.

Oggi, però, a Vicenza, è tornato grande. Inserito nel secondo tempo al posto proprio di Castiglia, è stato il migliore in campo in assoluto, segnando un goal da cineteca e provando a trascinare la Reggina, spesso predicando nel deserto.

Il futuro della Reggina dipende fondamentalmente da lui: se tornerà ad essere grande, la squadra potrà presto venir fuori dalla zona retrocessione dov’è rimasta impigliata in quella che sembra un’altra stagione maledetta.

Torniamo alla gara del Menti: il Vicenza, con un uno-due micidiale alla mezz’ora del primo tempo, ipotecava una gara che la Reggina sembrava poter tenere in mano.

Un’altra nota positiva, però, per i colori amaranto, è la reazione avuta nella ripresa. Forse per la prima volta in assoluto in questa stagione, la Reggina non s’è abbattuta allo svantaggio (in questo caso, addirittura doppio!) e ha giocato in modo sfrontato e propositivo: è forse il nuovo spirito che Tedesco e Vigiani hanno trasmesso ai compagni di squadra?

Con Brienza la Reggina è riuscita ad accorciare le distanze ma, dopo otto minuti, ha dovuto nuovamente capitolare a una prodezza di Sgrigna che già all’andata, al Granillo, aveva castigato la squadra allora guidata da Walter Novellino.

Negli ultimi dieci minuti, al Menti, è successo di tutto: la Reggina ha sfiorato almeno 5 volte il goal del 3-2 che avrebbe riaperto la gara, con un colpo di testa di Missiroli incredibilmente parato da Fortin, una punizione di Brienza di pochissimo al lato, un goal-fantasma di Cacia in cui la palla, dopo aver colpito il palo interno, è probabilmente entrata in porta senza però che arbitro e guardalinee se ne siano accorti.

Ci ha provato fino alla fine, la Reggina, anche sotto di due goal nei minuti di recupero, dove ha nuovamente sfiorato la rete sull’asse TedescoCacia. Ma la porta avversaria è sembrata stregata.

Adesso la classifica è impietosa, fa paura. Sotto la Reggina c’è solo una squadra, la Salernitana.

Per tirarsi fuori al più presto da quest’infelice situazione bisogna far tesoro delle note positive della trasferta vicentina: Brienza e Cacia sembrano ritrovati, e il nuovo centrocampo targato Tedesco e Vigiani garantisce qualità: da qui bisognerà ripartire.

Intanto la panchina di Ivo Iaconi scricchiola: forse lo sostituirà niente popò di meno che Nevio Scala, presente oggi sulle tribune del Menti per assistere alla gara.

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