L'opera è stata realizzata dall'architetto Gregorio Zappalà
La statua in marmo a grandezza naturale dello scultore Gregorio Zappalà (1833-1908) che raffigura il monumento funebre dell’arch. Giacomo Fiore, che operò a Messina dal 1850, è stata trasferita al Cimitero Monumentale. La statua mutilata del busto, che è rimasta abbandonata per oltre un cinquantennio presso l’aiuola della stazione di Servizio Erg di viale Regina Elena all’Annunziata, è stata ricollocata dall’Ufficio -Struttura organizzativa per la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale della città di Messina- del Comune d’intesa con la Soprintendenza BB.CC.AA., al Gran Camposanto nell’area adiacente il monumento dell’arch. Leone Savoia.
La statua fa parte dell’arredo urbano comunale e risulta tra i beni d’interesse storico artistico ed etnoantropologico sottoposti a tutela della Soprintendenza. La statua raffigura l’arch. Giacomo Fiore morto nel 1893, e commissionata dal nipote dell’architetto per il Gran Camposanto. La scultura però non fu mai pagata e quindi non venne mai collocata, così che nel 1912 era già mutilata della testa e si trovava abbandonata nella piazzetta dei Sette Dolori, dove la vide lo storico ed erudito messinese La Corte Cailler (1874-1933), che riporta tali notizie nei suoi diari
