La romanziera americana Karen Weinreb ci racconta la sua vita e il suo libro, -La bottega dei desideri-
Ci sono libri che diventano un successo non solo grazie alla scrittura o per la loro trama ben congegnata ma anche per essere riusciti a fotografare un periodo particolare, una fase, una tendenza globale, qualcosa che ci accomuna tutti in un modo o nell’altro, spesso una paura. Il merito più grande della romanziera americana Karen Weinreb è certamente quello di aver scritto una bella storia, di facile lettura e grande scorrevolezza ma c’è molto di più dato che La bottega dei desideri (Garzanti libri; pp. 338; € 18.60) è immediatamente diventato un vero e proprio caso editoriale e la mitica anchor-woman Oprah Winfrey le ha dedicato un intero speciale, seguita a ruota da diverse riviste femminili, fra cui Vanity Fair. Perché tanto clamore? Perché ne “La Bottega dei Desideri” la Weinreb narra la storia di come nel giro di una mattina la vita di Nora cambi in modo irreparabile in seguito all’arresto del marito Evan per frodi finanziarie. Il mondo dorato e lussuoso di Nora crolla come un castello di carte e lei rimane sola, senza soldi, con i propri bambini ma ancora con una speranza. Ah, dimenticavo di dirvi…la vicenda narrata è autobiografica e questo libro rappresenta l’esordio narrativo di Karen Weinreb. Mica male eh?
Quanto c’è di autobiografico in questo libro?
«Il romanzo è ispirato dalla mia storia personale anche se mi sono concessa delle libertà letterarie, tipiche del mondo della fiction. E’ sicuramente reale tutta la parte in cui narro il crollo di Nora. Ho potuto narrare dall’interno cosa vuol dire trovarsi improvvisamente senza nulla dopo aver fatto una vita lussuosa, sentirsi completamente perduta. Ho vissuto davvero l’inverno, quei tempi bui che Nora attraversa nelle pagine del libro ma alla fine ho ritrovato la forza per riprendere in mano la mia vita».
E’ stato difficile scrivere di qualcosa che la riguardava tanto da vicino?
«Ottima domanda. In un certo senso, scrivere questo libro mi ha consentito di riflettere su me stessa, mi ha fatto vedere la mia vita dal punto di vista dei personaggi che ho creato. Cosa ancor più importante, mi ha consentito di essere indipendente dal punto di vista economico».
Nora rimane da sola con solo la baby-sitter al suo fianco. Anche per lei fu così?
«Mi sarebbe piaciuto avere qualcuno al mio fianco. Io rimasi completamente sola, non avevo nessun familiare, nessun parente e l’intera comunità mi voltò le spalle. Ma in un certo senso questo mi ha spinto a darmi una mossa: potevo attingere solo dentro me stessa».
Oprah e diverse riviste femminili le hanno dato grande spazio. Solo merito della storia o anche del messaggio che trasmette?
«Credo che sia il libro che la mia vera vita abbiano colpito davvero il pubblico, entrambe parlano del trionfo della donna contro qualsiasi avversità. Nora ne viene fuori creando una sua attività, cucinando torte e pasticcini e si costruisce una vita più semplice e serena, basata su valori più reali. Io invece ne sono venuta fuori dedicandomi alla scrittura e oggi faccio una vita serena, appagante e posso girare il mondo per promuovere i miei libri».
Come motiva nel libro il fatto che le sue amiche le abbiano voltato le spalle?
«Nel caso di Nora, la comunità le gira le spalle poiché tutte temono che un giorno possa accadere anche a loro. La gente più in generale oggi odia Wall Street convinta che la crisi sia il frutto di anni di enormi somme bruciate dai mercati e ingiusti arricchimenti che si sono ripercosse sulla vita di tutti. Ma non saprei dire se hanno o meno ragione».
Una domanda più leggera per chiudere: Karen qual è la ricetta per essere felici?
«La prospettiva. Guardare avanti con positività, impegnandosi per essere felici».
Si ringrazia la gent.ma Bruna Cammarata per la traduzione in simultanea.
Karen Weinreb laureata in inglese a Yale con dottorato a Oxford, ha lavorato a lungo come giornalista. Questo è il suo primo romanzo.

