In città si celebra il quarto centenario della processione sacra, partenza alle 18. Gli abitanti del comune nebroideo ricordano le fasi della Passione di Cristo e pregano perchè in paese ritorni la normalità. Il sindaco Sidoti Pinto: «Sarà una Pasqua sotto tono ma non abbiamo voluto rinunciarvi»
Le porte della chiesa “Nuova Oratorio della Pace” di via XXIV Maggio si spalancheranno alle 18.00 di questo pomeriggio per dare il via alla tradizionale e caratteristica processione delle “Barette”, giunta al quarto centenario (1610-2010), promossa dalla Confraternite del Crocifisso e degli Azzurri e della Pace dei Bianchi, con il patrocinio del Comune di Messina. Un appuntamento impedibile per la città dello Stretto che nella giornata del venerdì Santo si raccoglie per pregare e ricordare le tappe della passione di Cristo. Le dodici rappresentazioni sacre che sfileranno per alcune delle principali arterie di Messina, quest’anno percorreranno un iter diverso rispetto al tradizionale percorso: le statue, tradizionalmente portate a spalla, non scenderanno, come avvenuto finora da via Sant’Agostino, ma proseguiranno fino al monastero di Montevergine in omaggio a Santa Eustochia Smeralda Calafato, per poi procedere verso corso Cavour, via Cannizzaro, via Garibaldi, via I Settembre, piazza Duomo, e rientro con la caratteristica corsa -ànchianata di Varetti- di via Oratorio S. Francesco e XXIV Maggio.
Come Messina,molti altri sono i comuni siciliani che in questo venerdì di Passione ricorderanno il sacrificio di Cristo: manifestazioni religiose caratterizzeranno i centri del versante tirrenico e jonico della provincia. Così come avvenuto negli ultimi giorni, e come avverrà anche oggi, a San Fratello: lì dove la “ferita” ha lacerato e diviso in due il paese, costringendo tanti ad abbandonare in fretta e furia la propria abitazione e a trascorrere le festività pasquali lontani dalla comunità, verrà infatti celebrata la tradizionale ed attesa processione delle Varette. «Le statue usciranno dalla Chiesa per poi effettuare il giro per le strade di San Fratello intorno alle 16 – ci spiega il sindaco salvatore Sidoti Pinto – . Gli appuntamenti si sono svolti regolarmente nel corso di tutta la settimana perché la Pasqua è un appuntamento che la comunità vive con profonda intensità. E’ chiaro però che quella di quest’anno è stata purtroppo una Pasqua sottotono».
Come spiega infatti il primo cittadino, nonostante circa 1000 persone abbiano fatto rientro a casa, ancora 380 sono coloro che risiedono in strutture di accoglienza o presso amici e parenti, ma in ogni caso lontano dalla propria terra: «La decisione di mantenere viva la tradizione nonostante i tragici eventi che ci hanno purtroppo riguardato da vicino, è stata frutto di una riflessione ponderata con l’Arciprete Salvatore Di Piazza e con tutti gli altri cittadini con i quali ci siamo incontrati e confrontati». Una settimana dunque rimasta all’insegna della tradizione, una tradizione, quella Sanfratellana, che dal mercoledì al venerdì vede protagonisti i chiassosi e irriverenti giudei. Centinaia di uomini, infatti, in maschera e in costume rosso (vedi secondo foto a corredo dell’articolo), scorazzano a gruppi o singolarmente, in una sorta di contrappunto alla Passione di Cristo. Simboleggiando forze demoniache desiderose di opporsi fio all’ultimo allo svolgimento dell’evento sacro che salverà l’umanità, i giudei disturbano i riti in ogni modo: corse, acrobazie, frastuono di strumenti a fiato. Il venerdì Santo poi, durante al processione delle Varette, vengono offerti pani votivi strofinati prima sulle piaghe del simulacro. Improvvisamente però ecco irrompere di nuovo i giudei con il loro fare dissacrante e l’irriverente armamentario.
