L’obiettivo di Carlo Mari in Tanzania: le meravigliose immagini esposte al Parco Horcynus Orca dal 9 aprile al 31 maggio
Giorno 9 aprile alle ore 17 alla presenza dei rappresentanti dell’Istituto Oikos, del CRIC (Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione) e della Fondazione Horcynus Orca sarà inaugurata la mostra “Io, Maasai, perdo la terra” all’interno del complesso monumentale della Torre degli Inglesi (Capo Peloro, Messina). La presentazione ufficiale della mostra (allestita nelle sale cinquecentesche del complesso archeologico) coinvolgerà i docenti delle scuole delle Province di Messina e Reggio Calabria che nell’occasione avranno modo di conoscere e approfondire i contenuti che hanno animato la nascita del progetto “Io, Maasai, perdo la terra”.
Il progetto, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, è stato concepito come una mostra itinerante che si propone l’obiettivo di sensibilizzare i visitatori di ogni età su specifici problemi ambientali. Nel solco di queste logiche l’Istituto Oikos – in collaborazione con il Museo Civico di Storia Naturale di Milano, il CRIC, l’Associazione Didattica Museale, e la Fondazione Horcynus Orca – è riuscito a realizzare un viaggio ideale e suggestivo nelle terre africane per conoscere uno dei problemi ambientali più gravi e allo stesso tempo meno conosciuti dei nostri tempi: la desertificazione e le sue implicazioni. All’interno della mostra saranno illustrate le cause, sia naturali che antropiche, e le conseguenze di questo grave fenomeno, mettendo in evidenza lo stretto legame che intercorre tra il suolo come risorsa e i bisogni della società contemporanea.
Le meravigliose immagini del popolo Maasai di Mkuru, ritratte dall’obiettivo di Carlo Mari, accoglieranno i visitatori all’interno di questa comunità della Tanzania settentrionale, permettendo di osservare da vicino la vita quotidiana nel villaggio e comprendere, attraverso testimonianze dirette, i problemi che la popolazione locale è costretta ad affrontare giorno per giorno come l’approvvigionamento delle risorse idriche, alimentari ed energetiche.
La mostra offrirà lo spunto per confrontare i comportamenti tipici di una società tecnologicamente evoluta come la nostra, a quelli delle popolazioni del Sud del Mondo, dimostrando come la sopravvivenza di entrambe sia strettamente legata ad un elemento comune: la gestione equa e sostenibile delle risorse naturali.
Verrà inoltre proposta un’attività didattica strutturata al fine di comprendere le basi scientifiche del fenomeno della desertificazione; ogni visitatore potrà calcolare la propria impronta ecologica e scoprire tutte quelle piccole soluzioni concrete in grado di rendere il proprio stile di vita più sostenibile.
