Atm, del doman non v'è certezza

Atm, del doman non v’è certezza

Redazione

Atm, del doman non v’è certezza

giovedì 07 Febbraio 2008 - 11:51

Solo nel pomeriggio si saprà se domani l'assessore Misuraca sarà a Messina.

Ci sono momenti in cui ci si ritrova davanti al classico bivio, da dove partono due strade che portano in direzioni esattamente opposte. In quei momenti spesso siamo noi a decidere quale strada prendere, e ce ne assumiamo tutta la responsabilità. Spesso, però, la strada viene scelta da qualcun altro, vuoi perché noi non siamo stati ritenuti capaci di farlo prima, vuoi perché non ne abbiamo l’autorità. Questo secondo caso è quello relativo all’Atm, e al bivio davanti al quale oggi si trova l’azienda trasporti di Messina. La prima strada è quella di un nuovo inizio, rappresentato sia dallo sblocco dei fondi regionali, che in questo momento sarebbero una vera e propria boccata d’ossigeno, che dalla definitiva svolta verso la trasformazione in Spa, o attraverso la transazione degli immobili (ipotesi ormai più che remota) o tramite qualsiasi altra soluzione. La seconda strada è quella che attualmente sembra essere un po’ più in discesa, semplicemente perché alla fine di essa c’è il baratro: è quella della liquidazione dell’azienda, con tanto di cartello “si chiude- appeso fuori dai cancelli di via La Farina.

Domani ci sarebbe l’incontro con l’assessore regionale ai Trasporti Dore Misuraca. Usiamo il condizionale perché questa mattina, ossia a meno di ventiquattore dall’eventuale vertice, nessuna comunicazione ufficiale è giunta in Prefettura da Palermo, anche se è attesa per oggi pomeriggio. In questo momento sono pochi i punti a cui appigliarsi: c’è un impegno di Misuraca non solo a venire domani a Messina, ma soprattutto ad anticipare le somme necessarie ad integrare i “dodicesimi- garantiti dal Comune per gli stipendi; un impegno sempre dello stesso Misuraca relativo ai fondi regionali, legato però ad un piano di rilancio che proprio domani l’Atm, insieme ai sindacati, avrebbe dovuto presentare come “contropartita-. Un piano che attualmente non c’è, perché l’ultimo predisposto da Providenti e soci è stato bocciato dai sindacati e rispedito al mittente, ventiquattrore prima che l’intero Cda venisse mandato a casa dal commissario Sinatra. Ricapitolando, il quadro (non certo esaltante) è questo: l’Atm è commissariata e il commissario in questione, il prof. Franco Vermiglio, non si è ancora insediato; all’eventuale incontro di domani l’azienda si presenterà non con un vero e proprio piano industriale ma con una bozza riassuntiva dei punti essenziali, fatta sulla scorta delle direttive date da Sinatra per il previsionale 2008 e sulle osservazioni dei sindacati; i sindacati, a loro volta, hanno preparato un documento programmatico che avrebbe dovuto essere sottoscritto da Providenti qualora fosse rimasto in carica, quel famoso protocollo d’intesa concordato lunedì scorso in Prefettura; la questione stipendi e il futuro dell’Atm in generale sono legati da un lato all’impegno di un assessore che, è bene tenerlo a mente, tra più o meno due mesi lascerà l’incarico, e dall’altro alla trasformazione in Spa, per la quale ad oggi non si intravedono margini di manovra.

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