Reggina-Albinoleffe 3-1, è la fine di un incubo

Reggina-Albinoleffe 3-1, è la fine di un incubo

Reggina-Albinoleffe 3-1, è la fine di un incubo

domenica 30 Maggio 2010 - 16:46

Per gli amaranto la stagione si chiude con una brillante vittoria che garantisce la salvezza, ma anche con i fischi assordanti dei tifosi delusi da una stagione fallimentare

Non basta una netta vittoria mai in discussione per addolcire lo spirito dei tifosi reggini, avvelenati da una stagione disastrosa. La squadra di mister Breda è riuscita a salvarsi battendo l’Albinoleffe 3-1 nell’ultima gara della stagione, congedandosi così con un successo dal proprio pubblico che però, comunque, non ha gradito e ha accompagnato l’uscita dal campo dei giocatori con fischi assordanti e striscioni di contestazione.

La partita è stata emozionante nel primo tempo: l’Albinoleffe ha onorato la gara e giocato con grande impegno in modo spregiudicato. Il risultato finale della prima frazione di gioco è di 3-1, ma i lombardi avevano anche colpito due volte il palo e impegnato in tre occasioni il portiere reggino Marino. Per gli amaranto goal di Missiroli, autore anche di due assist per la doppietta di Pagano che chiude così la stagione a quota 11 marcature, goleador reggino a parimerito con Brienza. Subito dietro di loro, Missiroli con 7 goal e una stagione, per lui, da incorniciare. Proprio Missiroli è l’autore di una delle pochissime occasioni di goal della ripresa, quando la gara si addormenta ed entrambe le squadre sembrano uscire dal campo con la testa ormai appagata, distratta dalle imminenti vacanze. Poco prima del triplice fischio finale, infatti, il giovane reggino doc sfiora una prodezza in rovesciata e strappa gli applausi ai tifosi presenti sugli spalti (circa seimila).

La Reggina chiude la stagione esattamente a metà classifica, nonostante i patemi per la salvezza che l’hanno accompagnata per la quasi totalità del campionato. Una salvezza difficile, perchè il rischio della doppia retrocessione è stato grande e in alcune settimane sembrava concretizzarsi in modo davvero pericoloso.

Non era facile, vista la piega che aveva preso questa stagione, ottenere un risultato del genere: la squadra aveva intrapreso il campionato con tutti i migliori auspici. Considerata un’imbattibile corazzata da tutti gli osservatori e gli esperti calcistici, dopo una campagna acquisti esaltante e dispendiosa per la società che voleva subito tornare in serie A, la squadra s’è ritrovata impantanata nelle ultime posizioni di classifica e a quel punto non è riuscita a trovare le giuste motivazioni. E’ difficile, per una rosa di nomi pregiati spesso abituati alla serie A, mettersi nella testa di dover lottare per non retrocedere in serie C. Sono tanti gli esempi, nella storia del calcio Italiano, di squadre che in due anni sono finite dalla A alla C proprio perchè in serie B hanno trovato difficoltà simili.

Nel caso della Reggina non è andata così male, ed è merito di Breda: l’allenatore che è subentrato a Iaconi (che a sua volta aveva sostituito un deludentissimo Novellino) ha sempre e solo parlato di salvezza, ha tenuto costantemente alta la tensione e finalmente ha dato alla squadra la coscienza di doversi semplicemente salvare. Giocatori esperti e attaccati alla maglia e alla città come Giacomo Tedesco e Luca Vigiani, arrivati a gennaio, hanno contribuito a questa condizione psicologica essenziale, molto più che nelle gambe e nella tecnica (indiscutibili per i giocatori amaranto dai nomi blasonati proprio per quanto hanno dimostrato nella loro carriera), per evitare di sprofondare in Lega Pro.

Facendo un ulteriore passo indietro, non si può non pensare all’inizio della stagione: lì si è compromesso il campionato. Lo squadrone con i vari Volpi, Buscè, Capelli ecc. ecc., plagiato in base alle richieste di Novellino, ha deluso nel gioco e nei risultati. Una squadra irriconoscibile in campo soccombeva contro ogni avversario e non riusciva ad esprimere alcun tipo di gioco, nonostante fosse stata costruita con largo anticipo, sin dall’inizio della scorsa estate, e in modo mirato, tassello per tassello per tornare subito in A.

Altro aspetto decisivo, l’assoluta stitichezza dell’attacco. I principali goleador sono Pagano e Brienza, con 11 marcature ciascuno. Dopo di loro c’è Missiroli con 7. Nessuno di loro è un attaccante puro: si tratta di ale, trequartisti o, al massimo, seconde punte. A deludere tantissimo sono stati Bonazzoli e Cacia: le due prime punte, principali terminali offensivi della squadra, hanno segnato appena 4 goal a testa, dimostrando sul campo di non essere assolutamente all’altezza della situazione.

Le note positive sono Missiroli, per il secondo anno consecutivo uno dei migliori giocatori in assoluto della serie B (l’anno scorso col Treviso), Adejo, splendida scoperta di Breda nel ruolo di terzino destro, Marino, spesso salvatore dei risultati tra i pali nelle ultime partite dopo i brutti errori della gara col Torino (anche qui è merito di Breda che nonostante il recupero di Fiorillo l’ha voluto confermare titolare, e i risultati gli danno ragione) e poco altro. Tedesco e Vigiani sono i perni da cui ripartire per l’anno prossimo, Carmona il gioiellino sul mercato richiestissimo in serie A (in pole c’è la Fiorentina, poi Cagliari e Parma), i fratelli Viola hanno confermato il talento che li contraddistingue. Tutto il resto è da rifondare.

SERIE B: I VERDETTI – E’ finito il campionato in serie B. A festeggiare oggi sono Lecce e Cesena, che hanno conquistato la serie A. Per i bianconeri romagnoli è il ritorno in massima serie dopo 19 anni, ed è una favola: l’anno scorso erano in serie C, si tratta di una doppia promozione consecutiva! Il Lecce è tornato subito in A, per la prima volta nella sua storia vincendo il campionato cadetto. Ai play-off ci saranno Brescia-Cittadella e Torino-Sassuolo. In serie C, invece, scende il Mantova insieme a Gallipoli e Salernitana. Ai play-out si affronteranno Padova e Triestina.

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