"Escludere i sindaci sarebbe un grave errore", afferma il primo cittadino. "Ministero e Autorità portuale di un'area a Messina senza radicamento elettorale"
MESSINA – Sul disegno di legge in Parlamento sulla riforma dei porti, con il rischio di una forte centralizzazione, interviene il sindaco di Messina Federico Basile. “L’ipotesi di escludere i sindaci, anche solo dall’eventuale primo confronto sulla riforma del sistema portuale, rappresenterebbe un errore grave, sia sul piano istituzionale che su quello politico. Si rischia ancora una volta di assistere a decisioni assunte lontano dai territori, all’interno di uffici ministeriali e tavoli romani che, per quanto autorevoli, non possono conoscere fino in fondo esigenze, criticità e potenzialità delle città coinvolte”.
Sulla riforma della portualità il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi e il direttore generale Donato Liguori hanno convocato per martedì 16 giugno, nella sede del Mit, a Roma, associazioni imprenditoriali, sindacati, enti, aziende, rappresentanti della Corte dei conti e dell’’Anac). Ma non i sindaci. Da qui la presa di posizione del primo cittadino di Messina.
Continua Basile: “È un metodo che abbiamo già visto applicare in passato. Anche sul Ponte sullo Stretto abbiamo sostenuto con forza la necessità che il territorio fosse protagonista delle scelte e dei processi decisionali che lo riguardano, rivendicando un ruolo attivo delle istituzioni locali nel confronto con il governo. Sarebbe incomprensibile non seguire oggi lo stesso principio. Su questo tema ci poniamo sulla stessa linea espressa da Anci, con la quale vi è già stata un’interlocuzione, nel ribadire che i sindaci non possono essere considerati semplici spettatori di decisioni che incidono direttamente sul futuro delle comunità che amministrano”.
“Ministero e Autorità portuale a Messina di un’area senza radicamento elettorale”
Sostiene il sindaco: “La questione è ancora più singolare perché stiamo parlando di un sistema nel quale ministero e Autorità portuale appartengono alla stessa area di governo. Un’area politica che, almeno a Messina, nell’ultima tornata elettorale ha dimostrato di non avere un reale radicamento territoriale, senza raccogliere un consenso proporzionato alle responsabilità di governo nazionale (il presidente Francesco Rizzo è in quota Fratelli d’Italia, il ministro Salvini e il sottosegretario Rixi sono della Lega, n.d.r.)”.
“No alla politica romana sganciata dai territori”
E ancora: “Proprio per questo appare ancora più incomprensibile la scelta di non coinvolgere chi oggi amministra la città e gode della fiducia dei cittadini. La politica romana dovrebbe comprendere che non esistono territori da amministrare a distanza. La legittimazione e il rapporto quotidiano con la comunità appartengono a chi è stato eletto per amministrarla. Per questo ignorare i sindaci non sarebbe soltanto una scelta sbagliata sul piano istituzionale, ma anche un errore politico. Se si vuole costruire una riforma credibile e duratura, bisogna coinvolgere chi ha la responsabilità di rappresentare i cittadini. Diversamente si rischia di alimentare diffidenza e contrapposizioni, trasformando una riforma importante in un effetto boomerang”.
“A Messina il porto è parte dell’identità della città”
E andiamo al cuore delle preoccupazioni del primo cittadino: “A Messina questo principio vale ancora di più. Il porto non è soltanto un’infrastruttura: è parte dell’identità della città. Le decisioni che lo riguardano incidono sul futuro della Fiera, della Real Cittadella, del Waterfront e delle prospettive di sviluppo economico, turistico e commerciale. Per questo il futuro del porto non può essere deciso lontano dal territorio, ma deve nascere dal confronto con chi la città la rappresenta e ne conosce esigenze e potenzialità. Ci auguriamo che quanto emerso sia soltanto una fase preliminare di carattere amministrativo e che non vi sia alcuna volontà politica di escludere i territori dalle scelte. In caso contrario sarebbe difficile non leggere questa impostazione come l’ennesima dimostrazione di una politica che parla di valorizzazione dei territori, salvo poi considerarli irrilevanti quando si assumono le decisioni più importanti”.
Il rilancio e le potenzialità tra ex Fiera, bonifica della zona falcata e lungomare Boccetta-Annunziata
In sostanza, nel momento in cui è in ballo il futuro di Messina e il suo rilancio – tra parco ex Fiera, lungomare Boccetta-Annunziata e bonifica della zona falcata – Basile teme che la creazione di una nuova società pubblica avvenga scavalcando i sindaci e le esigenze dei territori.


Cosi nominiamo qualche consigliere trombato, il solito direttore generale del cerchio magico e facciamo le solite assunzioni clientelari, chi studia invece prende la valigia e va al Nord.
Basile é sempre convinto che il ponte sia una necessità per Messina,,,,spero solo che la città non risenta delle sue scelte discutibili
Marisicilia, Arsenale, Banca d’ Italia, Distretto Militare, ora il porto. Tutto via. Bravi politici Messinesi!