Ammonta a 120mila euro il valore dell’appartamento sequestrato ieri dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza a Massimo Galli, 35 anni, ex sorvegliato speciale, condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso e attualmente detenuto in carcere. Galli era stato condannato nell’ambito dell’operazione “Game over”, scattata subito dopo l’omicidio Cute’ nel gennaio 2000. Un’indagine che delineò un potente sodalizio criminale operante a “Giostra” e capeggiata prima dal boss Luigi Galli, detenuto in regime speciale al 41 bis e successivamente dal suo braccio destro Giuseppe “Puccio“ Gatto. Un gruppo criminale dedito a usura, estorsioni, traffico di stupefacenti, corse clandestine ed altro.
Il provvedimento di sequestro è stato disposto dal giudice Rosa Calabrò del Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta del Sostituto Procuratore della D.D.A. messinese Vito Di Giorgio, ritenendo che la disponibilità economica per l’acquisto dell’appartamento fosse ingiustificata in quanto assolutamente sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati da Massimo Galli.
L’appartamento sequestrato, acquistato in contanti e senza la stipula di alcun mutuo, era stato successivamente donato alla moglie dal sorvegliato speciale, per distogliere l’immobile dal suo patrimonio personale.
Uno stratagemma che non è sfuggito agli investigatori della Guardia di Finanza, che avevano denunciato l’omessa comunicazione della donazione dell’immobile al coniuge.
