Nel documento, inviato anche al preside Chiofalo, sollecitano i vertici dell’Ateneo a non allontanare gli animali dalla Facoltà e chiedono di sapere che fine abbia fatto l’ ‘istituenda’ azienda zootecnica di Facoltà
Chi decide di iscriversi alla Facoltà di Medicina Veterinaria lo fa per amore smisurato nei confronti degli animali. Nella quasi totalità dei casi, infatti, gli studenti di questa Facoltà sentono ardere dentro di loro una sorta di vocazione, che il più delle volte supera persino quella che dovrebbe animare gli studenti in Medicina e Chirurgia, nonostante questi ultimi abbiano a che fare con le persone e non con le bestie. Se ad uno studente di Veterinaria togliete il contatto con gli animali, il contraccolpo sarà quindi doppio: da un lato si sentirà privato del diritto alle esercitazioni pratiche, previste anche dalla normativa europea, dall’altro avvertirà un senso di vuoto, ‘sentimentale’ oltreché formativo. Ed è quanto sta accadendo agli studenti della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Messina, allarmati perché “venuti i a conoscenza dei problemi riguardanti gli animali stabulati presso i locali della Facoltà e del loro possibile allontanamento”. Per scongiurare il quale hanno deciso di scrivere una lettera aperta al rettore Francesco Tommasello ed al preside Vincenzo Chiofalo.
“L’attività didattica pratica oltre a rivestire importanza indiscussa – si legge testualmente – è stata addirittura codificata per la formazione della figura di Medico Veterinario dai criteri imposti dalla Commissione di Valutazione Europea per l’accreditamento delle Facoltà di Medicina Veterinaria (EAEVEE). Ciò – continua il documento- risulterebbe sicuramente impossibilitata senza l’ausilio degli animali in questione, con grave nocumento per la preparazione dei neo laureati in Medicina Veterinaria di Messina che non avrebbero modo di confrontarsi nella pratica durante il corso di studi”.
Gli studenti ricordano inoltre che “dal mese di febbraio 2009 la convenzione con l’azienda agro-zootecnica del sig. Cammaroto, che permetteva l’utilizzo di animali da reddito per la didattica di Facoltà, non è stata rinnovata, con la causale dell’istituenda azienda zootecnica di Facoltà, di cui al momento, ad oltre 17 mesi dalla predetta scadenza, non si conoscono neanche i tempi di realizzazione”.
“Gli animali in oggetto – evidenziano ancora nella lettera – sono stati e sono tuttora utilizzati per lo svolgimento di numerosi insegnamenti come lezioni teorico pratiche di clinica medica degli animali da reddito e degli animali da compagnia, semeiotica medica, zootecnia speciale, esercitazioni di terapia medica, fisiologia, anatomia topografica, diagnostica per immagini, clinica andrologica e clinica ostetrica. Inoltre – rimarcano i futuri veterinari- si sono rivelati indispensabili per i tirocini di clinica medica ed ostetrica propedeutici agli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale nonché per lo svolgimento di numerosi esami nell’ambito disciplinare della clinica ostetrica e medica”.
Dopo aver esposto la loro attuale condizione, gli studenti invitano Tomasello e Chiofalo a “scongiurare l’allontanamento degli animali dalla Facoltà in quanto unica risorsa che permette di svolgere attività pratica” e sottolineano altresì -l’esigenza di un numero maggiore di animali, per noi indispensabili-.
