Giacomo D'Arrigo, esponente del Pd ma qui nelle vesti di cittadino, racconta l'ennesimo episodio di disagi notturni nel passaggio da Villa a Messina. "Sindaci, fatevi sentire"
A scrivere su Facebook è Giacomo D’Arrigo, esponente del Pd messinese, ma qui nelle vesti di cittadino. “Una storia che si ripete, una vergogna che fa arrossire. Arrivo a Villa S. Giovanni con l’ultimo treno veloce da Roma, 2 minuti prima o 2 minuti dopo l’orario previsto ma sostanzialmente puntuale. Tutti a correre per prendere ultimo aliscafo per Messina ma tranquilli perché ci sta orario in coincidenza. Scopriamo invece che l’aliscafo delle 23.20 (siamo arrivati alle 23.24) è partito, il prossimo “il notturno”, è all’una meno un quarto. Ci si informa su orari del traghetto. Per chi non è di Messina, parliamo di più di un chilometro da fare a piedi con la stanchezza di fine giornata che ti spezza le gambe e che per anziani e disabili diventa una distanza proibitiva. Orario previsto: mezzanotte. La stragrande maggioranza si dirige di corsa verso i traghetti per non aspettare un’altra ora di notte l’aliscafo”.
Continua D’Arrigo: “Il traghetto, per chi non è di Messina, non solo è distante dalla stazione ferroviaria/aliscafi, ma a Messina arriva molto distante da dove attraccano gli aliscafi. Quindi, quando arrivi in Sicilia, devi comunque porti il problema di come fare, di notte (in inverno con freddo e pioggia) ad arrivare dove ti eri organizzato a lasciare l’auto, etc. Nonostante questi problemi da affrontare nella notte, la gran parte delle persone si mette in cammino direzione traghetti, tra questi anche io. Mi volto a vedere e noto che ci sono tre persone che restano in attesa dell’aliscafo “notturno”: tre anziani che non hanno la forza per arrivare ai traghetti o non sanno come fare per spostarsi – con trolley e borse – verso la stazione dove hanno auto parcheggiata. Diversi tra noi si offrono di aiutarli per portare le valigie sino al traghetto ma nessuno di noi ha una soluzione che garantisca loro di poterli accompagnare una volta arrivati a Messina. E decidono quindi di restare in attesa del notturno”.
“Mi sono vergognato a vedere i tre anziani rimasti lì ad aspettare, i sindaci di Messina e Villa facciano le barricate per il rispetto di un diritto”
Conclude D’Arrigo: “Mi sono letteralmente vergognato a vedere questi tre anziani che, dopo un viaggio in treno massacrante, sono rimasti lì ad aspettare per un’altra ora. Ma i sindaci di Messina e Villa S. Giovanni quando vanno alle Ferrovie dello Stato per sfondare la porta dell’ad e chiedere il rispetto di un diritto che per chi abita sul mare è questione quotidiana? Solo Messina città sono circa 220.000 abitanti e da qua passano tutti quelli che poi con auto o treno o bus vanno in tutta l’Isola. Quando si può avere un vero allineamento tra treni e traghetti che garantisca che anziani e disabili che non possano avere imprevisti, non rimanendo bloccati per ore? Quando si potrà dire che da mezzanotte in poi la Sicilia è comunque Italia? Ps: il ponte non c’entra niente, qua si parla del pendolarismo, che con il ponte non c’entra proprio nulla”.
