Taormina Arte, va in scena “Il timballo del Gattopardo”: un intreccio tra letteratura e gastronomie siciliane

Taormina Arte, va in scena “Il timballo del Gattopardo”: un intreccio tra letteratura e gastronomie siciliane

Taormina Arte, va in scena “Il timballo del Gattopardo”: un intreccio tra letteratura e gastronomie siciliane

lunedì 26 Luglio 2010 - 10:35

L’appuntamento è per mercoledì al Palazzo dei Congressi

Prima nazionale dello spettacolo “Il timballo del Gattopardo” di Rosario Galli, che andrà in scena mercoledì al Palazzo dei Congressi, nell’ambito degli spettacoli organizzati dalla Sezione Teatro di Taormina Arte.

La regia de “Il Timballo del Gattopardo”, opera prodotta da “Il Teatro della Città”, è di Giancarlo Sammartano, mentre la scenografia è a cura di Antonello Geleng. In scena, ci saranno Carlo Cartier e Carmelo Chiaramonte. Un evento del tutto originale, un intreccio tra letteratura e gastronomie siciliane, che per la prima volta si uniscono in una storia dalle tinte “noir” con incursioni ironiche e divertenti a causa della diversità dei due protagonisti.

Due chef, o meglio, uno chef di professione, Carmelo Chiaramonte (stella della ristorazione nazionale, creativo e fantasioso, che in questa occasione vestirà anche i panni dell’attore) e Carlo Cartier, un vero attore, appassionato dei fornelli, che interpreterà un grande chef; entrambi, sul palco, saranno impegnati nella preparazione di un banchetto funebre in onore di una famosa baronessa. Ma due grandi chef per un unico convivio sono il giusto ingrediente per un testo che, come ha raccontato in conferenza Galli, romano di adozione ma che non perde l’occasione per ricordare – orgoglioso – di essere nato a Catania, promette in scena fuochi e fiamme tra i due, una disputa continua, litigi senza fine; una guerra tra due Sicilie, o meglio tra due culture, due filosofie, due visioni del mondo e non solo culinario.

I due protagonisti, armati di padelle ma soprattutto di ricette antiche e gustose, raccontano la Sicilia e le sue origini gastronomiche, da Archestrato di Gela, capostipite dei cuochi poeti e filosofi, fino a Brancati e Camilleri, passando per l’Abate, Meli, Verga, De Roberto, Tomasi di Lampedusa e Vittorini. Elemento comune? I colori, i sapori, gli odori, i suoni, le delicatezze e le asperità della loro Sicilia.

Il prossimo appuntamento di Taormina Arte sezione Teatro il 7 agosto al Palazzo dei Congressi con “Don Chisciotte” di Ruggero Cappuccio con Lello Arena e Roberto Heritzka.

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