Reggina: Foti alle prese con la grana dei 10 dissidenti. I 'big' sono tutti fuori rosa, ingaggi troppo alti rischiano di compromettere la stabilità economica della società

Reggina: Foti alle prese con la grana dei 10 dissidenti. I ‘big’ sono tutti fuori rosa, ingaggi troppo alti rischiano di compromettere la stabilità economica della società

Reggina: Foti alle prese con la grana dei 10 dissidenti. I ‘big’ sono tutti fuori rosa, ingaggi troppo alti rischiano di compromettere la stabilità economica della società

lunedì 16 Agosto 2010 - 00:09

Grandi difficoltà per la Reggina sul mercato, soprattutto in uscita. Tanti giocatori con stipendi troppo alti per le attuali possibilità amaranto non trovano sistemazione altrove e Foti ha avvertito tutti: -Tutti quei soldi non potranno più averli, rischiano di far fallire la società-

Se la Reggina di Atzori, sul campo, sta dando tanti risultati positivi sul piano dei meccanismi tattici e della mentalità, certamente non si può dire altrettanto della situazione societaria. L’azienda di Foti, che sempre da 24 anni a questa parte è stata un esempio a livello nazionale in quanto a stabilità economica e professionalità diventando un vero e proprio ‘modello’, rischia di saltare in aria a causa di una situazione tanto complessa quanto rischiosa.

Tanti giocatori hanno stipendi alti, troppo alti per la Reggina 2010/2011 figlia del ridimensionamento forzato a causa del fallimento nella passata stagione. Bonazzoli e Brienza hanno un ingaggio di circa 600mila € a stagione, Tedesco supera i 450 mila mentre i vari Vigiani, Valdez, Hallfredsson superano comunque parametri che ormai non possono più permettersi neanche le -piccole- di serie A.

Il calcio è in crisi e questi contratti sono legati ai parametri di uno o due anni fa, sottoscritti con la convinzione di un progetto che prevedeva grandi investimenti per un immediato ritorno nella massima serie. Il progetto, quello di Novellino, è stato fallimentare al 100% e adesso, senza il -paracadute- della Lega per le retrocesse e con tante difficoltà nel mercato in uscita, la Reggina si trova sul groppone uscite insostenibili. Inoltre 34 giocatori in rosa sono davvero troppi.

Mancano ancora due settimane piene alla conclusione del calciomercato, che deve dire tantissimo. Carmona è in partenza, probabilmente verso la Russia, e potrebbe aiutare la società a far cassa in quanto è valutato intorno ai 3 milioni di €.

Joelson e Alvarez potrebbero accettare il trasferimento al Cosenza, in prima divisione.

Più incerta e difficile la posizione di altri elementi, soprattutto di Bonazzoli e Brienza intorno a cui c’è un alone di mistero. Entrambi hanno rilasciato importanti dichiarazioni d’amore nei confronti della società e della città, dicendosi pronti a ridursi lo stipendio pur di rimanere in amaranto e di contribuire alla causa reggina. Sarebbero due grandi colpi di qualità per questa serie B, specie nel caso di Brienza che diventerebbe il fuoriclasse più pregiato del campionato. Se, poi, Bonazzoli dovesse confermare lo strepitoso stato di forma della stagione estiva (preparazione e amichevoli), sarebbe la ciliegina sulla torta.

Altrettanto ci si aspettava da Tedesco e Vigiani, cui i tifosi erano legatissimi. Ma evidentemente l’apparenza inganna. Vigiani potrebbe anch’esso accettare il Cosenza, mentre per Tedesco c’è la situazione più difficile che minaccia addirittura di protrarsi a lungo con ripercussioni extracalcistiche (vedi caso Pandev con la Lazio un anno fa).

La Reggina dei giovani che brillano in campo con Atzori è, insomma, ancora un cantiere con non poche turbolenze.

Saranno 15 giorni di fuoco sul fronte del calciomercato: la squadra ha una solida base e davvero potrebbe ambire in alto, dando fastidio alle big (Atalanta, Siena, Torino, Livorno, Empoli e Sassuolo) con 2/3 elementi di esperienza e qualità che potrebbero già venir fuori dagli accordi con i -dissidenti-. Questa è la visione più ottimistica. Quella pessimistica, invece, è un’impossibiltà di risolvere le questioni in modo -amichevole- e qundi il proporsi, all’orizzonte della società, nuvoloni neri e minacciosi.

Probabilmente la soluzione sarà una via di mezzo. Vedremo.

Intanto Atzori aspetta. E nel post-partita con l’Alessandria ha dichiarato: -I dissidenti? E’ un momento di difficoltà per il calcio italiano, tanti miei colleghi sono nella stessa situazione. Nella mia carriera di calciatore ho vissuto una situazione simile, loro mi rispettano perché io li tratto prima come uomini e poi come calciatori. Non vedo l’ora che arrivi il 31 agosto per sapere chi resta e chi no-.

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