A Palazzo Zanca il dirigente regionale della Protezione Civile Lo Monaco ha fatto il punto con Buzzanca e i sindaci di Itala e Scaletta: «Se necessario attingeremo ai fondi Fas»
Molto è stato fatto, ma molto rimane ancora da fare sul fronte post – alluvione. E perché si superi davvero l’emergenza, occorre che lo Stato faccia la sua parte più di quanto lo abbia fatto finora. Queste le considerazioni che emergono dal vertice che si è tenuto stamani a Palazzo Zanca tra il dirigente regionale della Protezione Civile, Pietro Lo Monaco, il sindaco di Messina e soggetto attuatore Giuseppe Buzzanca ed i sindaci di Scaletta Zanclea e Itala, Mario Briguglio e Antonio Miceli, presenti anche, tra gli altri, il dirigente provinciale della Protezione Civile Bruno Manfrè, il geologo di Palazzo Zanca Carmelo Gioè e l’esperto a titolo gratuito del Comune di Messina sul piano di protezione civile Antonio Rizzo.
Quello che è stato fatto riguarda soprattutto le opere di messa in sicurezza. Molti cantieri sono già ben avviati, altri sono nella fase di partenza, il Genio Civile, in particolare, ha messo in campo lavori massicci tra Giampilieri, Scaletta Zanclea, Briga e S. Margherita. In totale sono stati spesi, fino ad oggi, circa 140 milioni di euro. Il punto è che ne servono almeno altri 170, per completare il mosaico degli interventi e soprattutto per incidere in maniera decisa sull’assistenza alla popolazione, i rimborsi a chi ha subito danni e quant’altro. E’ proprio quello degli aiuti agli alluvionati il fronte più delicato e che più degli altri crea malumori tra la gente. «Abbiamo inviato in tempo reale una nota al commissario delegato Raffaele Lombardo – ha dichiarato oggi Buzzanca – per chiedere un incontro nel quale decidere come agire per ottenere maggiori fondi». Più duro Lo Monaco: «Se lo Stato fino ad oggi ha nicchiato – afferma – allora ci muoveremo noi coi fondi Fas, ma quantomeno ci aiutino a sbloccarli». Prima dell’anniversario del 1. ottobre, giorno in cui si terranno alcune celebrazioni molto sobrie, si farà un nuovo punto della situazione. L’augurio è che per allora si abbiano idee più definite sulle risorse finanziarie, senza le quali, oggi più che mai, messa non se ne può cantare.
