Chiesta anche la condanna di otto imprenditori e commercianti messinesi che hanno negato ai Carabinieri di aver pagato il pizzo
Ventisette condanne per 243 anni complessivi e 2 assoluzioni sono stati chiesti dal PM Angelo Cavallo nel processo Case Basse 2 che si sta celebrando davanti ai giudici della Prima sezione del Tribunale.
Alla sbarra presunti affiliati al clan che gestiva le estorsioni ad imprenditori e commercianti messinesi fra S.Lucia sopra Contesse e Giostra.
Le condanne più pesanti sono state richieste per i presunti capi del gruppo, Marcello D’Arrigo (27 anni) e Gaetano Barbera (26)., ritenuti i capi dell’organizzazione che operava a Giostra e Santa Lucia sopra Contesse.
Sei anni di reclusione sono stati richiesti per i collaboratori di giustizia Salvatore Centorrino e Francesco D’Agostino con l’applicazione delle attenuanti speciali per i pentiti.
Il PM Cavallo ha chiesto anche che vengano condannati per favoreggiamento 8 commercianti ed imprenditori messinesi che avrebbero negato ai Carabinieri di aver pagato il pizzo. Si tratta dell’imprenditore edile Rosario Di Stefano e dei commercianti Francesco D’Angelo, Fortunato Barrile, Michele Celesti, Antonino Giordano, Carmelo Nostro, Giuseppe Ruocco ed Andrea Valentini. Chiesta l’assoluzione per i commercianti Michele Galletta e Carmela Pelleriti. L’operazione Case basse, coordinata dai pm della Dda Vincenzo Barbaro ed Emanuele Crescenti, era scattata nel luglio 2008 con 27 arresti tra gli uomini del clan operante tra Santa Lucia sopra Contesse e Giostra. Le indagini consentirono di scoprire che anche dall’interno del carcere di Gazzi i capi diramavano gli ordini per gestire il pizzo imposto a imprenditori edili, commercianti ed al servizio di ristorazione dello stadio San Filippo.
