Blitz della Polizia nel Banco di Sicilia di via Palermo: arrestati tre rapinatori e liberati 12 ostaggi

Blitz della Polizia nel Banco di Sicilia di via Palermo: arrestati tre rapinatori e liberati 12 ostaggi

Blitz della Polizia nel Banco di Sicilia di via Palermo: arrestati tre rapinatori e liberati 12 ostaggi

giovedì 23 Settembre 2010 - 13:09

I malviventi avevano praticato un foro in una parete da una cabina elettrica adiacente all'istituto di credito. Il colpo avrebbe potuto fruttare 400mila euro

Ha impiegato meno di mezz’ora la Polizia per sventare una rapina in banca ed ammanettare tre malviventi che avevano preso in ostaggio 12 persone. Un colpo da 400 mila euro studiato in maniera dettagliata e puntigliosa da parte di soggetti con una lunga esperienza di rapine in banca in varie parti d’Italia. Per questo non hanno esitato a praticare di notte un foro in una parete, fare irruzione in banca, prendere in ostaggio i presenti ed attendere con molto sangue freddo l’apertura delle casseforti a termine. Ma questa volta si sono trovati di fronte un manipolo di poliziotti capaci e coraggiosi che hanno fatto saltare il piano. Con l’accusa di tentata rapina aggravata e ricettazione gli agenti della Squadra Mobile e delle Volanti hanno arrestato Antonino Calise, 37 anni, Agatino Lorenzo Abate, 33 e Luigi Vaccalluzzo, 34 anni. Il colpo era stato studiato da tempo con grande precisione. Erano stati eseguiti sopralluoghi ed assunte informazione da persone che conoscevano bene gli uffici dell’agenzia del Banco di Sicilia di via Palermo. Martedì sera hanno divelto il lucchetto della la porta di una cabina elettrica adiacente alla banca. Di notte con un martello pneumatico hanno praticato un foro nella parete. Il buco dal lato della banca è rimasto celato da una cassettiera e così nessuno si è accorto di nulla. Hanno dormito nella cabina, riparandosi con delle coperte ed hanno indossato dei guanti per non lasciare impronte ed utilizzato un bidone per espletare i bisogni fisiologici. Un sistema che gli avrebbe impedito di lasciare tracce nel caso in cui la Polizia avesse cercato di prelevare il loro DNA. La parte conclusiva del piano è scattata ieri pomeriggio alle 16,15 subito dopo la chiusura della banca.

I tre malviventi hanno fatto irruzione negli uffici con il volto coperto da passamontagna ed armati di pistole, poi risultate giocattolo. Con molta calma hanno rinchiuso in una stanza il direttore, sei dipendenti e cinque clienti. Quando hanno saputo che la cassaforte ed i bancomat a tempo si sarebbero aperti dopo trenta e sessanta minuti non si sono scomposti ed hanno deciso pazientemente di attendere. Tutto perfetto, o quasi fino a quel momento. I tre esperti rapinatori non si sono accorti che al momento di entrare in banca un’impiegata era al telefono con una collega di un altro istituto. E’ stata proprio quest’ultima ad insospettirsi quando ha sentito le urla e quando la telefonata s’è interrotta bruscamente. A questo punto ha avvertito il direttore della sua banca ed hanno telefonato al 113. Dalla sala operativa della Polizia è partito l’ordine alle Volanti di raggiungere via Palermo. In pochi minuti la banca era già circondata e gli ingressi presidiati. Sono giunti anche gli uomini della Squadra Mobile ma all’interno nessuno si è accorto di nulla. Poco dopo due poliziotti, passando attraverso il foro praticato dai banditi, sono in entrati in banca. Ai tre rapinatori non è rimasto altro da fare che arrendersi. Senza tentare la minima reazione si sono consegnati agli agenti. Parcheggiata davanti alla banca è stata scoperta un’Alfa 147, rubata a Messina il 20 settembre scorso. L’auto sarebbe servita per consentire ai banditi di fuggire con 400mila euro in tasca.

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