Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea l’avviso di pre-informazione di gara per l’affidamento dei servizi finora svolti dalla società presieduta da Dalmazio, la cui convenzione col Comune scadrà a dicembre. Burrascano (Pdl): «Gara da 25 milioni, ma i costi di gestione sono più alti. Alle porte una crisi occupazionale?»
E’ tempo di grossi cambiamenti nel settore dei rifiuti a Messina. A dicembre, infatti, scadrà la convenzione in essere tra il Comune e Messinambiente. Società che, lo ricordiamo, come socio unico ha proprio il Comune e che ha vinto l’appalto per la realizzazione e la gestione della discarica di Pace. Cosa succederà a convenzione scaduta? L’Ato3, la società d’ambito oggi in liquidazione (commissario liquidatore è l’ex presidente, Antonio Ruggeri), che a Messinambiente i servizi li affida, si sta già muovendo pensando al futuro. E ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea l’avviso di pre-informazione di gara per l’affidamento dei servizi che fino alla fine del 2010 gestirà Messinambiente. Le procedure di aggiudicazione verranno avviate prestissimo, il 3 ottobre, mentre il servizio, ovviamente, la società aggiudicataria lo svolgerà a partire dal gennaio 2011.
La nuova ditta si dovrà occupare, dunque, del “servizio di gestione integrata dei rifiuti solidi urbani ed assimilati ed altri servizi connessi nel territorio del Comune di Messina”, dunque della raccolta dei rifiuti solidi urbani, dello spazzamento, della pulizia delle spiagge, della raccolta differenziata, ecc.. L’elenco è noto. Ma qualcosa non quadra, almeno così sostiene il vicepresidente del consiglio comunale, Angelo Burrascano (nella foto) del Pdl. Che pallottoliere alla mano afferma: «Sino all’anno precedente l’Ato3 ha posto quale importo base d’asta per i servizi espletati dalla società pubblica Messinambiente la somma di 37 milioni, somma che tale ultima società ha utilizzato sia per la copertura dei costi del personale, che degli altri costi necessari all’espletamento delle attività affidate». Il nuovo importo a base d’asta, però, è di 25 milioni: «E’ di tutta evidenza – afferma Burrascano – che stante la tipologia dei lavori analoghi a quelli effettuati negli anni precedenti per un importo ben superiore a quello oggi pubblicato sull’avviso di pre-informazione di gara (differenza 12 milioni circa annui), si ritiene che tale differenza possa determinare gravi rischi occupazionali, oltreché un peggioramento dei servizi oggi effettuati a favore del Comune e dei suoi concittadini».
«Perché – si chiede il consigliere – i responsabili legali della società pubblica Ato3 non hanno informato preventivamente il socio di maggioranza (Comune di Messina), circa il piano aziendale che intendevano porre in essere, nonché i successivi adempimenti che ne sarebbero scaturiti?». Delle due l’una: o finora il conto presentato annualmente da Messinambiente era eccessivo, oppure si andrà al risparmio, con tutto ciò che ne conseguirà.
