Durante il consiglio camerale di ieri, la relazione del presidente ha toccato tutti i punti cardine della vicende che hanno coinvolto di recente l’Ente. La Rosa: «Proporrò che le assunzioni all’Azienda speciale avvengano solo con evidenza pubblica»
Non poteva che essere la bufera abbattutasi di recente sulla Camera di Commercio ad aprire il consiglio camerale presieduto ieri dal presidente Nino Messina. Che nella sua relazione non si è nascosto dietro un dito ed è partito proprio dall’inchiesta della magistratura e dalle notizie apparse ultimamente nella stampa. Niente “autocensura”, ma al tempo stesso una difesa a oltranza. Messina ha esordito col ribadire che non ci sia mai stato un blitz o un sequestro di atti da parte delle forze dell’ordine: sono, in realtà, pervenute e consegnate a mano due note del 12 e 14 luglio scorsi da parte della Polizia giudiziaria dei Carabinieri con le quali si chiedeva la consegna, su disposizione della Procura, delle copie conformi all’originale degli atti relativi al concorso a dirigente di seconda fascia, espletato nel settembre 2009; all’assunzione presso l’Azienda speciale servizi alle imprese dell’avv. Gianluca Ilacqua; all’assunzione presso l’Azienda speciale dei ragionieri Di Fresco e Ciaccio e delle dott. Vinci e Corona; alla nomina ed alle successive dimissioni del presidente Vincenzo Musmeci; all’incarico di mobilità, quale dirigente di 2. fascia dello stesso Vincenzo Musmeci; alla nomina del presidente Antonino Messina; alla nomina del segretario generale Pietro Il acqua; alla nomina del segretario generale Musmeci (sempre lui); all’assunzione presso l’Azienda speciale delle dott. Stefania Chillé e Caterina Noto. Blitz o meno, i fari della magistratura sono puntati sulla Camera di Commercio. E questo è un dato incontrovertibile
«Con grande rammarico – afferma Messina – devo evidenziare come proprio nel momento in cui l’Ente camerale e la sua Azienda speciale si fanno promotori di una proposta alla città ed alle istituzioni cittadine di creare un’infrastruttura dai grandi ed avanzati contenuti tecnologici in grado di utilizzare al meglio le enormi opportunità che il crocerismo può offrire, anche in termini socio-economici ed occupazionali, vengano riproposte ed attualizzate tematiche ed avvenimenti assai datati». Messina ha, infatti, ricordato ai consiglieri camerali che due dipendenti sono già stati collocati in quiescenza; due assunzioni risalgono a dieci/nove anni fa e le due più recenti risalgono a tre/quattro anni fa.
IL BILANCIO
«Premesso che la gestione camerale è regolata dal 2007 dai principi privatistici economico-aziendali e non da quelli pubblicistici – ha continuato Messina – occorre ricordare che il finanziamento dell’Ente proviene quasi esclusivamente dal diritto annuale camerale pagato dalle imprese iscritte al Registro delle imprese e dai diritti di segreteria in base a misure stabilite dal ministero dello Sviluppo economico, di concerto con quello dell’Economia». Messina ha ribadito come la questione pensionistica delle Camere di commercio siciliane sia condizionata dalla legislazione regionale che, a fine anni ’70, ha imposto l’abolizione del Fondo di quiescenza preesistente, senza prevederne la costituzione di uno nuovo e onerando, così, il bilancio camerale del pagamento delle pensioni e dei Tfr dei dipendenti che cessano l’attività, sostituendosi all’Inps o all’Inpdap. «Nel 2009, sono stati impegnati per pagamenti di oneri quiescenziali e previdenziali oltre 4 milioni di euro – si legge nella relazione di Messina – ben maggiori degli oneri stipendiali del personale in attività a poco più di 3 milioni di euro».
L’AZIENDA SPECIALE
In merito al “gioiello di famiglia”, l’Azienda speciale, Messina ha tenuto a puntualizzare che la stessa, istituita nel 1973, opera secondo i principi di diritto privato e del codice civile. «Ha come oggetto lo svolgimento di attività che rientrano nell’ambito dei fini istituzionali contenuti nelle leggi nei programmi poliennali e annuali dell’Ente camerale – ha proseguito – con particolare riferimento ai nuovi servizi, alle attività innovative per specifiche professionalità e di supporto per lo svolgimento degli interessi generali delle imprese». E ancora: «L’attività dell’azienda deve anche essere contestualizzata nel depauperamento progressivo dell’organico della Camera di commercio – ha aggiunto – che oggi conta 56 dipendenti a fronte dei 144 del 2000. Per quanto riguarda l’assunzione di personale, le Aziende operano come privato datore di lavoro, coerentemente con le finalità e le attività aziendali. Il contratto di lavoro applicato ai dipendenti è quello del terziario, commercio e servizi». Messina non si è sottratto dal soffermarsi sulla nomina dell’amministratore unico, Saro La Rosa, sottolineando coma la scelta sia ricaduta sulla sua persona «non solo per la disponibilità dimostrata nel ricoprire l’incarico senza alcun compenso aggiuntivo, ma anche e soprattutto per la sua riconosciuta e comprovata esperienza professionale».
IL CASO MUSMECI
Quindi la vicenda della mobilità di Vincenzo Musmeci e sulla sua nomina a segretario generale. «Sono pervenute 15 domande di partecipazione alla selezione e, dopo due riunioni, la commissione ha esitato una graduatoria attribuendo a tutti i candidati i relativi punteggi – ha spiegato Messina – che sono stati comunicati agli interessati, individuando i primi sei classificati per il successivo colloquio con la Giunta camerale. Si sono presentati al colloquio solo i primi tre candidati (Musmeci, Todaro e Ferlazzo), qualificatisi nell’ordine». E ha proseguito: «Il dott. Musmeci, anche senza il passaggio in mobilità alla Camera, avrebbe potuto comunque partecipare alla selezione a segretario generale perché in possesso dei requisiti richiesti ed iscritto all’apposito Albo già dal 2003. Nessun ricorso, tra l’altro, è pervenuto da parte degli altri concorrenti».
DA ORA IN POI SOLO EVIDENZA PUBBLICA
Messina ha voluto sottolineare i risultati positivi ottenuti di recente dalla Camera di Commercio: «Negli ultimi anni, il nostro bilancio di esercizio si è chiuso costantemente con circa un milione di attivo, recuperando una condizione ripetutamente negativa che, nel recente passato, sembrava ormai un dato consolidato ed irreversibile». E, a tal proposito, ha ricordato come, da tempo, sia stata assunta dall’Ente camerale la decisione di eliminare le auto di rappresentanza. La vera novità, però, la annuncia l’amministratore unico dell’Azienda speciale La Rosa, il quale ha anticipato che proporrà alla Giunta camerale la modifica dello Statuto dell’Azienda prevedendo, per il futuro, per l’eventuale reclutamento di personale, il metodo dell’evidenza pubblica.
