Il presidente della Regione, che oggi sarà a Messina, ha tenuto ieri una conferenza stampa a Palermo col capo della Protezione civile regionale Lo Monaco: «Avviati 37 cantieri. Abbiamo anticipato fondi Fas pur non avendo la firma dei decreti da parte del Governo»
Un cantiere per ogni caduto. Sono trentasette gli interventi di messa in sicurezza avviati ad un anno d’alluvione del 1. ottobre, come trentasette sono le vittime di quella tragedia. Lo ha ribadito ieri pomeriggio il presidente della Regione Raffaele Lombardo, che insieme al dirigente del dipartimento regionale della Protezione civile, Pietro Lo Monaco, ha fatto un primo bilancio delle opere realizzate sotto il coordinamento della struttura commissariale istituita con l’ordinanza della Presidenza del consiglio dei ministri 3815/09.
«In un anno – ha spiegato Lombardo – sono stati spesi i 139 milioni disponibili, erogati dal Ministero dell’Ambiente (20 milioni), dal Fondo Protezione civile (30 milioni) e dalla Regione con i fondi Fas 2007/2013 (65 milioni), oltre quelli ottenuti attraverso l’Accordo di programma quadro (24 milioni). Il fabbisogno stimato per il ritorno alla normalità, con la costruzione di alloggi, le opere di urbanizzazione e il rimborso alle popolazioni e alle attività produttive, è però, di 320 milioni. All’appello mancano quindi 181 milioni. La Regione – ha aggiunto Lombardo, che oggi pomeriggio sarà a Giampilieri in occasione dell’inaugurazione del monumento dedicato alla memoria delle vittime – ha anticipato almeno la metà dei fondi fin qui spesi, attingendo ai Fas e ai fondi della Protezione civile anche se non sono stati ancora firmati i decreti di attribuzione. Abbiamo ricevuto appena una sessantina di milioni. E’ giusto che lo Stato si impegni e faccia la sua parte. Andremo comunque avanti con i lavori e non ci fermeremo per mancanza di fondi. Tra le risorse che servono, ci sono quelle per i vigili del fuoco, che hanno fatto un lavoro encomiabile, li pagheremo noi e pagheremo anche le ore di straordinario. Abbiamo ritenuto prioritarie, in questa prima fase le opere di messa in sicurezza ed a quelle abbiamo destinato le risorse disponibili».
«Parecchio resta da fare – ha spiegato Lo Monaco – però parecchio è stato già cantierato. In questi giorni partiranno altri cantieri importanti per mettere in sicurezza e rifunzionalizzare il territorio e dare uno sbocco all’acqua che scende dalle montagne. Nella seconda fase passeremo ai rimborsi alle persone che hanno perso la casa, alla ricostruzione degli alloggi per le persone meno abbienti che anche con i rimborsi non ce la farebbero ad avere una nuova casa e metteremo tutti nelle condizioni di ricostruire la propria casa nel contesto urbano e non fuori dalle città. Abbiamo scelto questa strada, anziché realizzare una new town per recuperare il tessuto urbano esistente». Come invece qualcuno, in primis il presidente del Consiglio Berlusconi, aveva suggerito.
