Circolo e Crocè della Cgil ne chiedono la radicale revisione
La Funzione Pubblica CGIL Medici esprime un giudizio negativo sulla Pianta Organica presentata Direzione dell’ASP-Messina e ne chiede la radicale revisione.
Secondo il sindacato, l’impianto e la struttura della Pianta organica sono in contrasto con le linee di sviluppo emanate a suo tempo dall’Assessorato della Salute, che prevedevano un netto potenziamento delle attività territoriali in modo da ridurre il carico assistenziale ospedaliero.
“Basti pensare – si legge in un comunicato firmato da Antonino Circolo e Clara Crocè (nella foto)- al modello Hub and spoke che prevede la creazione dei Punti Territoriali Accesso (PTA) aperti h24 e provvisti di una dotazione sanitaria capace di affrontare quelle esigenze sanitarie della cittadinanza che non necessitassero di un ricovero ospedaliero. Si constata invece che, i “sacrifici” richiesti dal Piano di Contenimento, sebbene distribuiti su entrambe le aree, Ospedaliera e Territoriale, hanno inciso su quest’ultima per una quantità quasi doppia rispetto all’area Ospedaliera, promuovendo ancora una volta un modello di Sanità ospedalocentrico”.
“Sebbene ciò sia inaccettabile già nella sua formulazione generale – continua il documento – lo è ancora di più quando tale assorbimento di risorse è conseguenza di duplicazioni di UU.OO. ospedaliere o di allocazioni non congrue delle stesse. Tali situazioni finiscono per assorbire risorse che potrebbero meglio essere utilizzate sia in area ospedaliera riducendo le sofferenze di dotazione organica degli altri reparti, sia sul territorio ove si assiste in taluni casi ad operazioni di reale, grave ed ingiustificato depauperamento”.
La Fp Cigil prende ad esempio “la situazione del Distretto di Messina, la cui dotazione organica doveva discendere almeno dalla fusione dei due Distretti preesistenti, se non ulteriormente incrementata in considerazione dell’apertura di un Hospice e della futura implementazione del PTA, e che viene invece sostanzialmente ricondotta a quella del solo Distretto di Messina Nord”.
Un caso non isolato secondo il sindacato, che scrive: “Il Dipartimento di Salute Mentale, che, in ambito cittadino è stato ultimamente fortemente penalizzato dalla chiusura di un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura viene ulteriormente decurtato una U.O.C., il Modulo Dipartimentale Messina SUD e di larga parte della sua dotazione organica. Il risultato è la costituzione di un Modulo Dipartimentale con un bacino di utenza di circa 300.000 abitanti, quando le normative nazionali, fatte proprie dalla Regione Siciliana, prevedono che esso sia al massimo di 150.000 abitanti”. “Tale operazione – sottolinea ancora l’organizzazione sindacale – è in contrasto con l’Atto Aziendale, prodotto proprio dalla stessa Direzione dell’ASP ed approvato dalla Regione, nella quale è espressamente previsto il Modulo di Messina Sud.
Nel documento, la Fp Cgil contesta inoltre la cancellazione del personale amministrativo nella Direzione del DSM a fronte dell’inserimento di un posto di Dietista. “Tale sottrazione di personale amministrativo – si legge – viene poi ripetuta sui moduli dipartimentali del SERT e della NPI”.
Dopo aver elencato quelle che considera “anomalie”, la FP CGIL Medici, richiede “una radicale revisione della Pianta Organica presentata, con i supporti e le modalità che la Direzione riterrà opportune, ma conservando l’orientamento previsto nelle linee Assessoriali”.
