Anche il mondo della scuola si mobilita contro il Ddl gelmini: venerdì corteo degli studenti

Anche il mondo della scuola si mobilita contro il Ddl gelmini: venerdì corteo degli studenti

Anche il mondo della scuola si mobilita contro il Ddl gelmini: venerdì corteo degli studenti

martedì 05 Ottobre 2010 - 13:02

La protesta avrà carattere nazionale, a Messina appuntamento alle 9.30 a Piazza Antonello. Domani conferenza stampa per spiegare il senso della manifestazione

Il motto è “Cambiare ora!”, la data è venerdì 8 ottobre. Gli studenti della penisola si preparano alla prima mobilitazione nazionale contro il Disegno di legge Gelmini, attualmente al vaglio del Parlamento. La protesta si svolgerà contemporaneamente in più di 50 città italiane: a Messina a scendere in piazza saranno gli studenti delle scuole superiori della città e della provincia, la Federazione degli Studenti, la Consulta Provinciale degli Studenti, i Giovani Democratici e l’Unione degli Studenti. L’appuntamento è previsto alle 9.30 presso Piazza Antonello ed il corteo si snoderà lungo il seguente percorso:l Corso Cavour, Via Tommaso Cannizzaro, Via Cesare Battisti, Via Garibaldi per concludersi nello spazio antistante la Prefettura, dove una delegazione chiederà di essere ricevuta dal prefetto Francesco Alecci, nella veste di rappresentante del governo.

«Abbiamo indetto la mobilitazione studentesca messinese – dichiara Guglielmo Sidoti, portavoce della FdS di Messina (nella foto) – per dimostrare quanto le conseguenze della riforma siano ormai tangibili. Scenderemo in piazza per ribadire un no alla repressione dei diritti, a scuole fatiscenti, alla diminuzione degli spazi, ad una scuola razzista e classista. Ora che la teoria della Riforma si è trasformata in pratica ogni studente non può che avvertire come necessità un’inversione di rotta per la scuola pubblica italiana. Non siamo il movimento dei no siamo ragazzi/e pensanti che sono stanchi di vedere diritti e futuro calpestati. Viviamo una terra difficile, in cui scuola è sinonimo di speranza. E’ chiaro che al ministro non importa del futuro di chi la scuola,oggi, non se la può permettere».

Intanto domani, alle 10, nella sala Commissioni della Provincia, si terrà una conferenza stampa per spiegare le ragioni della protesta.

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