Regionali. De Luca al centrosinistra: "Programma da condividere e unità"

Regionali. De Luca al centrosinistra: “Programma da condividere e unità”

Pippo Trimarchi

Regionali. De Luca al centrosinistra: “Programma da condividere e unità”

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giovedì 18 Giugno 2026 - 11:00

"Le primarie devono essere l'ultimo atto di un percorso che deve iniziare dal programma. Fondamentale l'unità"

Nell’intervista rilasciata a Live Sicilia, il segretario regionale del PD Anthony Barbagallo ha ribadito che il suo partito è impegnato a costruire “un campo progressista alternativo rispetto all’attuale governo regionale”. “Una coalizione larga ed inclusiva – ha proseguito – fondata su un programma costruito attorno a priorità chiare: giustizia sociale, contrasto alle diseguaglianze, sviluppo sostenibile e concentrazione delle risorse su investimenti reali.”

“Il modello da seguire è Marsala”

Il modello da seguire, secondo Barbagallo è “quello messo in campo a Marsala” dove Andreana Patti ha vinto al primo turno con il 50,5% dei consensi e il sostegno di un’ampia aggregazione che comprendeva, oltre alle liste civiche, il PD, il Movimento 5 Stelle – Avanti Marsala PSI, Alleanza Verdi e Sinistra e Controcorrente che, però non ha presentato liste di candidati al consiglio comunale. Infine, rispetto al metodo di scelta del candidato alla presidenza della Regione, Barbagallo sostiene che il PD propone le primarie.

La replica di Cateno De Luca

Come scriviamo in un altro articolo, Cateno De Luca ha voluto replicare, sempre su Live Sicilia, all’intervista di Anthony Barbagallo, proponendo alcune argomentazioni interessanti. Assume particolare rilievo da questo punto di vista l’affermazione secondo la quale le primarie rappresentano soltanto l’ultimo atto di un percorso che veda tutti gli interlocutori allo stesso punto di partenza e che prenda avvio dalla condivisione di un programma. Un capovolgimento di metodo che esclude fughe in avanti e auto-investiture e pone l’individuazione di chi dovrà rappresentare il progetto alla fine e non già all’inizio del cammino.

“Non ripetere l’errore del 2022”

Va poi evitato il rischio che si ripeta la situazione che si determinò alle elezioni regionali del 2022. In quell’occasione, dopo le primarie che avevano sancito la vittoria di Caterina Chinnici, andò in frantumi l’accordo che era stato alla base della consultazione popolare. Il Movimento 5 Stelle, infatti, decise di andare da solo pregiudicando le prospettive di vittoria. Quindi – sostiene De Luca – “il centrosinistra deve riconquistare agli occhi dei siciliani quella credibilità di coalizione unita che, ad oggi, ancora manca“. Questa considerazione può essere letta come un opportuno richiamo al senso di responsabilità verso gli elettori siciliani e verso il loro bisogno di cambiamento, che ancora non trova adeguata rappresentanza.

Vincere l’astensionismo

Troppi cittadini provano profonda sfiducia verso la politica e sono scettici sulla sua capacità di risolvere i loro problemi. L’astensionismo diventa il loro rifugio. Recuperare la loro partecipazione attiva sarà possibile, almeno in parte, se partiti e movimenti sapranno elaborare una strategia di rilancio dell’isola basata sulle sue grandi opportunità e sulla sua ricchezza, sprecata dalla sciatteria di chi ne ha sin qui deciso le sorti. Ed è anche essenziale la capacità di proporre alla guida dell’idea di rinnovamento figure dotate di dimostrata competenza, affidabilità e visione. Senza le improvvisazioni che già in passato hanno ridicolizzato il governo dell’isola.

Evitare i personalismi

Attualmente il principale indiziato di un’eventuale uscita dal campo progressista in caso di sconfitta alle primarie è Ismaele La Vardera. Dunque è principalmente da lui che bisogna pretendere impegni chiari sulla necessità di evitare personalismi che, portati alle estreme conseguenze, potrebbero indebolire la possibilità di vittoria su un centrodestra unito. Il messaggio da rivolgere ai siciliani deve essere chiaro in termini di spinta innovativa ma soprattutto coerente rispetto agli impegni che si assumono. E questo, naturalmente, vale per tutti.

“Agire per tempo”

Secondo Cateno De Luca, “la politica non è improvvisazione e non si può attendere l’ultimo momento per decidere”. Da questo punto di vista il centrosinistra ha molto da farsi perdonare. Troppo spesso è arrivato impreparato alle elezioni, senza essersi confrontato per tempo e in maniera approfondita con gli elettori sulle questioni da affrontare e scegliendo i candidati quando ormai era troppo tardi per generare il consenso necessario. De Luca ha dimostrato di essere un esperto di campagne elettorali e il centrosinistra farebbe bene a raccogliere il suo richiamo alla tempestività.

Il PD diviso

Non è una novità, ma il PD siciliano attraversa una fase di divisione interna che rende precaria la posizione del segretario regionale Anthony Barbagallo. Questa situazione può complicare le decisioni da prendere in vista delle elezioni regionali. La recente direzione di Termini Imerese si è conclusa con un documento che sostiene la visione di Barbagallo ma non sono mancate le polemiche. Affinché il centrosinistra possa giocarsi bene le sue carte insieme ai suoi possibili alleati, è necessario che il Partito Democratico acquisisca una coesione interna solida e duratura. I suoi dirigenti locali e nazionali se ne dovrebbero rendere conto al più presto cercando di evitare una balcanizzazione che non fa bene a nessuno.

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