Dal rettore Tomasello al dirigente Gennuso, passando per l’ufficio stampa, non è dato sapere quante autocertificazioni sono state “riviste” dopo la lettera inviata via e -mail dal magnifico in persona a tutti gli studenti, cordialmente invitati a correggere eventuali “errori” per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge
Una settimana. È questo il tempo che rimane agli studenti evasori per regolarizzare la propria situazione e modificare le autocertificazioni non veritiere.
Il termine del 31 Ottobre era stato espressamente indicato dal rettore Francesco Tomasello(nella foto) nella lettera inviata via e-mail a tutti gli studenti, in seguito ai dati emersi dai controlli a campione effettuati dall’Ateneo peloritano in sinergia con l’Agenzia delle Entrate. Dati allarmanti secondo cui su un campione di 300 studenti esistevano irregolarità nel 50% dei casi, vale a dire che – relativamente all’anno 2008 – 1 studente su 2 ha presentato un’autocertificazione falsa (vedi articoli correlati).
Nella lettera inviata lo scorso 3 agosto, il magnifico in persona ammoniva gli evasori e li invitava a « rivedere, entro il 31 ottobre prossimo, le autocertificazioni a partire dall’anno accademico 2006/2007 ed emendarle, per evitare che, in caso di errori non corretti, l’Università di Messina debba procedere a termini di legge».
La data fatidica è ormai prossima e sarebbe stato interessante capire quanti studenti hanno, sino ad oggi, accolto l’appello di Tomasello, che come testualmente sottolineato nella lettera mirava a «proteggere gli studenti da ogni possibile conseguenza». Da Tomasello al dirigente Fausto Gennuso, passando per l’ufficio stampa nessuno ha potuto/voluto fornire questo tipo di informazione, con uno scaricabarile a catena oggettivamente incomprensibile, considerando che in ballo ci sono i conti dell’Università e i diritti di quegli studenti onesti che dovranno sobbarcarsi il peso economico lasciato scoperto dagli evasori. A tal proposito, vale la pena ricordare che , proprio mentre si sollecitavano cordialmente i trasgressori a regolarizzare la situazione, l’amministrazione universitaria prevedeva «una lieve rimodulazione delle tasse delle fasce medio -alte, con incrementi annui contenuti», giustificata « un incremento qualitativo dei servizi in atto fruiti dagli studenti».
Lo stesso Tomasello, peraltro, non ha mai nascosto la propria preoccupazione in merito alla «drastica riduzione delle risorse finanziarie destinate agli Atenei italiani, consapevole che ciò non potrà non avere ripercussioni sul bilancio dell’Università di Messina, oggi in perfetto equilibrio».
In questo fase di incertezza economica, dunque, dovuta anche alla trasformazione in atto del sistema universitario, ci chiediamo perché l’Ateneo peloritano rimanga silente di fronte alla richiesta di trasparenza ed informazione sui dati relativi ai contributi degli studenti , cui deve essere garantito il medesimo trattamento , senza alcun tipo di disparità.
Torniamo quindi a chiedere, stavolta pubblicamente, quante sono ad oggi le autocertificazioni regolarizzate, convinti che a volere questo di informazione sono soprattutto gli studenti che pagano regolarmente le tasse.
Invitiamo, inoltre, il rettore a spiegare come si muoverà l’ Università di Messina dal 31 ottobre in poi e se- come più volte annunciato – saranno avviati controlli a tappeto.
Domandare è lecito, rispondere è cortesia…
