Per il segretario generale della Cisl Genovese e della Csil Fp Emanuele, un “escamotage” dell'Assessorato Regionale alla Famiglia per «dispensare posti di sottogoverno. Sarebbe invece necessario pensare all'intera riforma del sistema». Il sindacato annuncia per i prossimi giorni la presentazione di un dossier su tutte le Ipab della provincia
Uno scandalo. Questo l’appellativo che la Cisl Fp di Messina riserva alla recente nomina del Consiglio di Amministrazione dell’Ipab Conservatori Scandurra Riuniti di Messina, da parte dell’Assessorato Regionale alla famiglia.Ciò per una ragione ben precisa. Secondo quanto denunciato infatti dal segretario della sigla di categoria Calogero Emanuele e dal segretario generale Tonino Genovese, che annunciano nei prossimi giorni la presentazione di un ampio dossier su tutti gli Ipab bella provincia di Messina, l’Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza in questione non effettua più attività assistenziale dal 2007, pur mantenedo però alle proprie dipendenze ben 11 lavoratori, con una situazione debitoria alta sia per il pagamento dei contributi previdenziali e soprattutto per le spettanze che non vengono erogate dal luglio di tre anni fa.
Per il sindacato va da sé che il rinnovo del Cda da parte della Regione è dunque determinato dalla «necesssità di dispensare posti di sottogoverno, con un Consiglio d’Amministrazione che dovrebbe dunque sentirsi umiliato e mortificato per aver ricevuto un incarico solo per dare sfogo alla politica. Non ci è dato sapere – continuano ancora Genovese e Emanuele – a quanto ammonteranno le indennità dei componenti il CdA che dovrà preoccuparsi solo di gestire gli immobili e i terreni agricoli di proprietà dell’Ipab dati in affitto a vario titolo e la costosa manutenzione ordinaria e straordinaria che bisogna effettuare agli immobili».
Una bufera, quella che rischia di scantenarsi sul mondo degli Istituti di Assistenza, che spinge il sindacato ad sollecitare la Regione all’approvazione della normativa necessaria per il riordino del sistema, procedendo alla trasformazione delle II.PP.A.B. in ASP (aziende di servizi alla persona), enti di diritto pubblico e in associazioni e fondazioni, di diritto privato. «Queste nuove Istituzioni – chiariscono i segretari di Cisl e Fp – dovranno concorrere alla realizzazione del sistema integrato dei servizi sociali, così come previsto dalla legge 328/2000, in attuazione del principio di sussidiarietà e forti anche del radicamento che hanno nel territorio in cui operano, essendo enti che per origini e per tradizione, sono vicini ai bisogni di assistenza dei cittadini». Ma per la Cisl non basta il disegno di legge dell’ex assessore Rino Leanza. E’ necessario aprire il confronto per le necessarie valutazioni tra i soggetti direttamente coinvolti in questi percorsi quali Comuni, Ipab, Organizzazioni e rappresentanze sindacali.
