Duro intervento del Presidente del Club della Libertà di Reggio Calabria che accusa: -Così è limitata la potenzialità della città-
-La città di Reggio Calabria soffre l’esiguità di posti barca e di strutture per la nautica che consentano il proliferare di attività legate a questo importante comparto turistico e sportivo-: inizia così la nota diffusa da Enzo Ricordo, il Presidente del Club della Libertà di Reggio Calabria, che da anni ha particolarmente a cuore la questione portuale della città reggina.
-La mancanza ormai decennale di una soluzione – ha proseguito Ricordo – nonostante l’impegno profuso anche dall’amministrazione Scopelliti con diversi progetti, limita le potenzialità di occupazione che il settore, studi alla mano, può consentire. Questo ritardo è il segno di quanto il problema debba essere trattato con attenzione e rigore. Riteniamo sia utile riavviare una campagna di ascolto e di raccordo tra gli enti coinvolti e gli operatori del settore nautico, delle associazioni e di quanti hanno a cuore la questione porto turistico. nche a questo scopo è nato il “Comitato per il porto turistico di Reggio Calabria”, che conta ormai centinaia di iscritti, al fine di sensibilizzare l’amministrazione comunale e tutti gli enti coinvolti sull’annosa questione. Il Club della libertà di Reggio Calabria chiede al Sindaco Peppe Raffa, da sempre sensibile a tale problematica – ieri quale componente della Giunta Scopelliti al comune, oggi da primo cittadino di Reggio – di proseguire nella ricerca di una soluzione rapida e che possa contribuire ad avviare una stagione virtuosa per la nautica reggina nel breve periodo. In tal senso intendiamo rivolgergli un plauso per i recenti incontri tenuti con i vertici di Italia Navigando e con le massime autorità della Marina, proprio alla ricerca di risposte adeguate e rapide-.
-Le soluzioni potrebbero essere diverse-, aggiunge Ricordo entrando nello specifico: -Quella a nostro avviso più logica, più semplice e di più rapida realizzazione (attrezzando parte dello specchio d’acqua all’interno dell’attuale porto con dei pontili galleggianti) non è l’unica, perchè ci sono altre soluzioni che richiedono maggiori studi ed approfondimenti sulle maree, le correnti ecc. (all’esterno dell’attuale porto verso nord), e che necessiterebbero di ulteriori opere di protezione, permessi ecc. Ci chiediamo ancora: che senso ha mantenere la classificazione di porto commerciale a Reggio Calabria quando esiste ormai la realtà internazionale di Gioia Tauro? Non sarebbe opportuno e praticabile un declassamento a porto turistico? Il naturale collegamento con il lungomare cittadino e le opere previste per la riqualificazione del waterfront farebbero il resto. Ovviamente il tutto non può non svolgersi di concerto con la Capitaneria di Porto, il cui contributo è fondamentale ed imprescindibile per la realizzazione di qualsivoglia intervento. Esprimiamo inoltre grande soddisfazione per la netta risposta del Consiglio regionale calabrese, in giorni in cui abbiamo risentito parlare di corbellerie circa la bontà di centrali a carbone (dichiarazioni offensive dell’intelligenza di noi cittadini) in luoghi naturalmente vocati a soluzioni turistiche (il porto di Saline grida ancora oggi vendetta!). E’ dunque quanto mai necessario ribadire che lo sviluppo di una città e di un territorio baciato dal mare – conclude Ricordo – deve essere incentrato anche e soprattutto sulla nautica. Reggio è una città sul mare, vogliamo diventi presto anche città di mare-.
