Festeggiamenti in onore di San Sebastiano Martire Patrono di Tortorici

Festeggiamenti in onore di San Sebastiano Martire Patrono di Tortorici

Festeggiamenti in onore di San Sebastiano Martire Patrono di Tortorici

sabato 15 Gennaio 2011 - 14:30

Il culto di S. Sebastiano è fortemente radicato nella comunità Oricense, ove, infatti, dal 1600 il Glorioso martire S. Sebastiano è Patrono Principale e Protettore della Vittoriosa Città di Tortorici.

Iniziano oggi alle ore 18.00 con la fiaccolata di inflorescenze di Ampelodesmo o Disi (trattasi di pianta mediterranea a stelo lungo), chiamata “A’ Bula” i festeggiamenti per il santo patrono.

Centinaia di ragazzi, giovani e anche adulti che accompagnano figlioletti e nipotini, attraversano la via centrale del paese portando in mano i mazzetti di bula accesa, al suono di tamburi e zampogne. I mozziconi di questa vengono deposti alla fine della processione in piazza Duomo dove viene formato un immenso falò, sul quale i giovani più ardimentosi fanno a gara saltandovi sopra, fino al completo spegnimento.

Domani, dopo la processione di Sant’Antonio Abate (protettore delle piante e degli animali) inizia la processione dell’alloro meglio nota come u “DDAURU” che sfilerà per le vie del paese.

Centinaia e centinaia di alberi di alloro vengono portati a spalla in fila indiana provenienti dalle numerose borgate del paese seguite da diverse zampogne e tamburi, creando quasi un improvvisato bosco magico.

A mezzogiorno, dalla chiesa di S. Nicolò viene portato in processione S. Antonio Abate, il quale, nel suo breve percorso attraversando questa piccola e improvvisata foresta, benedice e consacra tutti gli alberi presenti, e con la sua intercessione rende fertile la terra e gli animali, esorcizzando i mali.

Al termine della processione l’alloro viene deposto, parte nei sacrati delle chiese e parte regalato a privati cittadini dove resta in mostra legato all’inferriata dei balconi fino alla fine della festa.

L’alloro ricorda il bosco sacro ad Adone dove S. Sebastiano, legato nudo ad un albero, è bersaglio delle frecce dei feroci arcieri della Mauritania.

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