A Cumia l’avvio dei lavori di messa in sicurezza è diventato un mistero

A Cumia l’avvio dei lavori di messa in sicurezza è diventato un mistero

A Cumia l’avvio dei lavori di messa in sicurezza è diventato un mistero

giovedì 03 Febbraio 2011 - 09:06

Due anni fa la prima frana, nel 2009 i fondi, solo a novembre 2010 la gara: ma dopo tre mesi non si è mosso chiodo. Caprì, Barbalace e Cardile del Pd: «Che cosa sta succedendo?»

Fossimo in vena di scrivere romanzi gialli, questo lo potremmo chiamare “Il mistero di Cumia”. Già, perché come definire altrimenti i ritardi che si manifestano nell’avvio dei lavori di messa in sicurezza? Un giallo vero e proprio, scandito da date precise: febbraio 2009, prima frana a monte di via Malafata, Cumia Inferiore, zona già “martoriata” undici anni prima da un’altra grossa frana; 24 febbraio 2009, la Protezione civile stanzia, con un’ordinanza, 250 mila euro per la messa in sicurezza; estate 2010, con enorme ritardo il Comune pubblica il bando di gara per eseguire i lavori; novembre 2010, la gara viene aggiudicata alla ditta “Puzzillo Costruzioni srl” (importo 181 mila euro). Dopo, il nulla. Nessuna notizia. La progettazione dell’opera, effettuata dai geometri Felice Spadaro e Letterio Rodilosso e dal perito agrario Pasquale Rosani, prevede la stabilizzazione del pendio con profilatura dello stesso e la creazione di gabbionature con rete metallica riempita di pietrame di grossa e media pezzatura per poter drenare le acque meteoriche e stabilizzare il terreno. Ma nessuno, a Cumia, ha visto nulla di tutto questo.

A chiedere lumi sono tre esponenti del Pd, il consigliere cirscoscrizionale Claudio Cardile, che da anni, ormai, sbatte con muri di gomma per questa vicenda, e i consiglieri comunali Giorgio Caprì e Nicola Barbalace. I quali non possono fare a meno di ricordare che già a novembre l’assessore alle Manutenzioni Pippo Isgrò «a mezzo stampa» dava per imminente l’inizio dei lavori nell’autunno stesso. Siamo a febbraio, qualora qualcuno non lo avesse notato. «Ad oggi – osservano i tre – sono trascorsi già quasi tre mesi dall’aggiudicazione dei lavori da parte della ditta e nessun cantiere è stato messo in opera. Le motivazioni riferite dagli addetti ai lavori e dagli amministratori comunali sono del tutto insoddisfacenti e comunque anacronistiche. Com’è possibile che, a un passo dall’apertura dei cantieri, spuntino fuori problemi burocratici relativi ad espropri di alcuni terreni ricadenti nella zona di intervento? Cosa stanno in atto facendo gli organi preposti per affrontare e superare questo “nuovo” intoppo? Quello della Via Malafata di Cumia Inferiore non è forse un intervento atto a mitigare il rischio idrogeologico adottato con caratteristica di massima urgenza dalla Protezione civile regionale? Perché alla popolazione del villaggio non viene data alcuna spiegazione in merito?». Domande più che legittime, una risposta è d’obbligo.

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