L’avviso è riservato al personale interno, contrariamente a quanto previsto dalla norma. L’opposizione: «Che siano nuovi “abiti su misura”, come già successo con Ruggeri?»
Il Comune cerca (ancora) dirigenti. Si tratterà di altri abiti su misura? A lanciare ombre sull’ultimo bando emanato da Palazzo Zanca per l’assunzione di due dirigenti da cercare all’interno stesso del Comune è l’intera truppa dei consiglieri comunali del Partito democratico, che chiedono al sindaco Giuseppe Buzzanca ed al segretario generale Santi Alligo di ritirare le determine «in autotutela». A Buzzanca e ad Alligo il Pd scrive una nota per contestare «per l’ennesima volta, la cattiva gestione del personale comunale da parte dell’amministrazione attiva e, nello specifico, da parte del primo cittadino, titolare della relativa delega». Troppi, secondo l’opposizione, i «provvedimenti di dubbia regolarità nonché di evidente inopportunità». Gli ultimi: il 28 dicembre scorso, con una determina integrata poi l’11 gennaio, il dirigente al Personale, lo stesso Alligo, facendo seguito alle varie delibere della giunta ha approvato ed indetto il “bando di concorso riservato ex comma 1 art. 24 D. Lgs. N. 150/2009, per titoli ed esami, per la copertura di due posti di dirigente tecnico a tempo pieno ed indeterminato”. Una determinazione, sostiene il Pd, «in palese contrasto con la normativa, che recita testualmente “le amministrazioni pubbliche, a decorrere dall’1.1.2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al 50% a favore del personale interno”. Il bando in esame è riservato esclusivamente al personale interno e, quindi, ben oltre la riserva massima consentita del 50 per cento».
Aspetto normativo a parte, «è doveroso, comunque, evidenziare la dubbia e, quantomeno, strana equiparazione, ai fini della individuazione dei requisiti per la partecipazione, tra i titoli di studio richiesti: laurea specialistica quinquennale e laurea triennale. Non può, infatti, essere sottaciuta l’importanza dei posti di responsabilità messi a concorso, che mal si concilia con la preparazione connessa alla cosiddetta laurea breve». Cosa c’è sotto? «A voler andar dietro i mal pensanti – sostengono Felice Calabrò e gli altri consiglieri del Pd – di cui Palazzo Zanca è pieno, si potrebbe credere che anche in questo caso siano stati confezionati degli abiti su misura». Viene utiizzato il termine “anche” perché già con l’avviso pubblico per l’attribuzione di un incarico dirigenziale al di fuori della dotazione organica alcuni consiglieri comunali evidenziarono alcune «stranezze del detto avviso, nonché i presagi, sempre dei maligni, sulla sartoria …Zanca». Un abito su misura, lo definirono Calabrò e Nello Pergolizzi di Fli. Per la cronaca, dopo quell’avviso l’incarico di dirigente venne affidato ad Antonio Ruggeri, fedelissimo di Buzzanca, che adesso è, appunto, dirigente dell’Ufficio di Gabinetto.
Non bastasse tutto questo, secondo il Pd andrebbe verificata anche «la rispondenza dello stesso bando rispetto alla nuova normativa in materia di patto di stabilità interno, nonché rispetto ai nuovi e più stringenti limiti imposti con la Legge di Stabilità 2011». Infine, l’ultima novità riguarda quanto stabilito da un’ulteriore delibera di giunta, approvata il 15 dicembre scorso, che prevede un altro conferimento d’incarico dirigenziale a contratto. «Tale ennesima scelta è la conferma di un modus agendi non improntato ai principi di trasparenza, efficienza ed economicità della Pubblica amministrazione che, invece, dovrebbero contraddistinguere l’operato di ogni amministratore». Il Pd conclude con un messaggio al sindaco, al quale viene ricordato che «l’amministrazione della città di Messina non può essere equiparata alla conduzione di qualsivoglia studio professionale o attività imprenditoriale in genere».
