La proposta è stata formulata nel corso del workshop svoltosi sabato all'Ordine dei Medici
Una task force sanitaria per affrontare l’emergenza dei flussi migratori. Questa l’iniziativa promossa dal Comitato scientifico del Convegno internazionale “Salute e Migranti: un approccio all’integrazione e alla cooperazione sanitaria”, che l’OMCeO di Messina, organizza, per il prossimo 17 e 18 giugno, in collaborazione con l’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia, l’INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà), l’AMSI (Associazione medici di origine straniera in Italia) e la SIMM (Società italiana medicina delle migrazioni).
La proposta è stata esplicitata nel corso di una riunione tenutasi nei giorni scorsi nella sala consiliare dell’Ordine dei Medici di Messina. L’idea è quella di costituire un pool di specialisti ospedalieri coinvolgendo anche i medici di medicina generale e tutti quei professionisti che operano nelle strutture sanitarie della Provincia di Messina e anche in ambito regionale in modo da garantire un’adeguata assistenza a tutti i migranti in armonia col disegno organizzativo del nuovo servizio sanitario. La “Task Force”, costituita su base volontaria, andrebbe a supplire le criticità sanitarie dei centri di prima accoglienza e permetterebbe, oltre alla difesa del diritto alla salute, un monitoraggio accurato in modo da tutelare le comunità straniere in fuga da quei Paesi nordafricani dove attualmente regna il caos e la disperazione.
Dall’incontro sono emerse anche altre proposte, che saranno oggetto di un documento articolato di intervento sui bisogni sanitari e socio-assistenziali delle popolazioni migranti, che sarà sottoposto all’attenzione dell’Assessorato regionale alla Salute e finalizzato alla firma di un Protocollo di Intesa da sottoscrivere a conclusione del Convegno che si terrà nel prossimo mese di giugno. Nel documento, infatti, insieme alla costituzione di una “Task Force” sanitaria e socio-assistenziale regionale di riferimento, viene auspicata la realizzazione di una rete di osservazione e programmazione di percorsi formativi itineranti diretti al personale che gravita tout court nel “pianeta” sanità per rendere l’approccio alla cultura del migrante quanto più vicino possibile ai suoi bisogni di comunicazione.
“Lo stato di salute dei cittadini migranti – osserva Giacomo Caudo, presidente OMCeO Messina – pone sul tappeto del nostro sistema sanitario specifiche ed annose questioni, che appaiono, a tutt’oggi, non ancora risolte. L’emergenza di queste ore, che ha interessato oltre 6mila migranti, impone ai sanitari il dovere umano di affrontare non solo la criticità del momento legata all’accoglienza, ma di garantire un corretto percorso assistenziale a tutela della salute e dei diritti fondamentali della persona”. Sulla stessa lunghezza d’onda Tullio Prestileo, responsabile INMP Sicilia (Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti) che ha sostenuto come lo status di migrante non può e non deve essere il simbolo dell’emarginazione e dell’abbandono. “Qualunque iter si voglia avviare per favorire i processi di integrazione – ha concluso Prestileo -, deve rispettare la dignità delle persone in un momento in cui l’intera zona euro-mediterranea appare scossa da una forte volontà di apertura e democrazia a cui dobbiamo rispondere con l’approccio del dialogo e non certo con politiche di esclusione”.
