Per il direttore Santino Tornesi si rischia altrimenti di alimentare solo un clima di odio e di intolleranza
Grande preoccupazione dell’Ufficio Regionale per le Migrazioni, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Siciliana che si occupa della cura delle persone coinvolte dalla mobilità umana, per l’arrivo dei tanti migranti che potrebbe alimentare episodi di intolleranza. “Il tipo di attenzione mediatica che hanno suscitato gli sbarchi dei giorni scorsi – si legge nel documento inviato dal direttore dell’Ufficio Regionale Migrazioni di Messin Santino Tornesi – rischia di farci dimenticare la circostanza che un Paese di 60 milioni di persone non può entrare in crisi per l’arrivo di meno di 5 mila disperati in fuga dalla fame, dalla guerra, dalle ingiustizie. . Il momento di profonda incertezza vissuto dai Paesi della costa meridionale del Mediterraneo, rende inevitabile un ripensamento della politica italiana in materia di immigrazione e di protezione internazionale. Paradossalmente questa crisi è un’occasione che può rilanciare, anche nel nostro Paese, un confronto su un fenomeno epocale che richiede politiche improntate all’accoglienza e all’integrazione piuttosto che al rifiuto”.
Anche la Commissione Episcopale per le Migrazioni e la Fondazione Migrantes ha chiesto per questo la riapertura del Centro di Lampedusa e di altri Centri di accoglienza in Italia, alla dichiarazione dello stato di emergenza umanitaria del Consiglio dei Ministri, debbono seguire almeno tre percorsi politici e sociali”. Queste le indicazioni: creare un percorso strutturale di integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati nel nostro Paese, rafforzando l’esperienza dello SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati); valutare la possibilità di un decreto flussi straordinario, che permetta di offrire un regolare inserimento lavorativo di quanti provengono da questi Paesi; rafforzare la cooperazione internazionale nei Paesi del Nord Africa, con risorse e piani di sviluppo che mirino a creare macro e micro-progetti, sostenendo il protagonismo delle persone e delle famiglie nordafricane.
Le Chiese di Sicilia in questo momento si sentono particolarmente interpellate e l’Ufficio Regionale per le Migrazioni, attraverso i Direttori diocesani Migrantes, invita la comunità cristiana dell’Isola ad un supplemento di ospitalità, promuovendo e sostenendo atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza che sappiano aiutare la classe politica a non rispondere con la chiusura a chi arriva tra di noi per chiedere giustizia, pace e protezione.
