Trasporti. Rinviato lo sciopero previsto per domani, la decisione maturata dopo l'incontro romano

Trasporti. Rinviato lo sciopero previsto per domani, la decisione maturata dopo l’incontro romano

Trasporti. Rinviato lo sciopero previsto per domani, la decisione maturata dopo l’incontro romano

mercoledì 16 Marzo 2011 - 15:02

Intanto sulla situazione del trasporto ferroviario in Sicilia, interviene il coordinatore del Comitato Pendolari Giosuè Malaponti: «Rfi responsabile del ritardo dello sviluppo delle aree del Sud»

Le Segreterie Provinciali delle Federazioni Trasporti di Messina che ieri hanno partecipato all’incontro romano convocato dal ministro Matteoli, prendendo atto degli impegni presi dal Governo in tale sede, hanno deciso di sospendere le iniziative di protesta e le manifestazioni già previste a Messina in concomitanza dell’Anniversario dell’Unità d’Italia. “Permangono tuttavia – spiegano i sindacati – nell’attesa di queste 48 ore richieste dal Governo per reperire la copertura economica necessaria a garantire un’inversione di tendenza nell’abbandono del ferroviario messinese, le preoccupazioni alla base della vertenza ferroviaria in atto e le tensioni sociali ed occupazionali che ne sono derivate in queste settimane”. Rimangono quindi aperte le procedure di sciopero del comparto attivate lo scorso 25 febbraio per tutta la provincia di Messina nell’attesa di un positiva concretizzazione degli impegni presi dal Ministro.

A 24 ore di distanza dal summit romano sull’attività di dismissione operata da Rfi nello Stretto, il comitato pendolari siciliani ha deciso di scrivere al governatore Raffaele Lombardo, all’assessorato e ai Dipartimenti competenti della Regione.

“Il Territorio e lo sviluppo, penalizzato dalle mancate infrastrutture” l’ oggetto della nota firmata dal Coordinatore Giosuè Malaponti, che si lascia andare ad alcune considerazioni amare sulla situazione trasporti dell’isola.

«In Sicilia – scrive- si fa un gran parlare di ponte sullo Stretto e d’investimenti nel settore dei trasporti. Quante parole al vento. Intanto la realtà dei trasporti siciliani langue, emarginata e abbandonata, come se nulla fosse cambiato in tutti questi anni.

Dal danno arrecato per la totale assenza di investimenti infrastrutturali, alla beffa per il continuo taglio di treni a lunga percorrenza tra nord-sud e del totale quasi abbandono delle merci. Le nostre linee sono sempre più disastrate e fatiscenti, mentre si ha il coraggio di dire che grazie all’Alta Velocità il Paese è più moderno ed avanzato.

In questi ultimi anni quasi tutti gli investimenti sono stati fatti su pochi costosissimi progetti, anziché sulla capillarità della rete, penalizzando così il nostro territorio siciliano.

I siciliani, anch’essi cittadini italiani- continua Malaponti – sono stati costretti a subire da troppo tempo le conseguenze di questa condizione: mancanza di investimenti, nessun miglioramento del trasporto ferroviario, ritardi, soppressioni, aumenti tariffari e i continui e definitivi tagli del servizio offerto a media e lunga percorrenza, che ha finito di isolare la Sicilia dal resto del Continente “Italia”. Premesso che il diritto alla continuità territoriale si colloca nell’ambito della garanzia, dell’uguaglianza dei cittadini e della coesione di natura economica e sociale e che deve tradursi nella capacità di garantire un servizio di trasporto che non penalizzi cittadini residenti in territori meno favoriti: il servizio di trasporto è un servizio di interesse economico generale e si configura come elemento essenziale del diritto alla mobilità sancito dall’articolo 16 della Costituzione».

Il coordinatore del comitato pendolari sottolinea, inoltre,come «le scelte fino ad ora attuate dalle Ferrovie dello Stato, rendano l’intero gruppo complice del ritardo dello sviluppo delle aree del Sud Italia e dell’accrescersi del divario con le regioni settentrionali e con il resto d’Europa, che sarà sempre più difficile colmare in futuro».

Malaponti è convinto che «il Governo, nel suo ruolo di azionista unico del gruppo Ferrovie dello Stato e di decisore strategico, deve intervenire urgentemente ed in modo risolutivo per assicurare servizi di mobilità uniformi in tutto il territorio nazionale, compreso il territorio della Sicilia».

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