Palumbo. Cub e Orsa denunciano: arriva la nave da Napoli ma i lavoratori messinesi fanno posto a maestranze “esterne”

Palumbo. Cub e Orsa denunciano: arriva la nave da Napoli ma i lavoratori messinesi fanno posto a maestranze “esterne”

Palumbo. Cub e Orsa denunciano: arriva la nave da Napoli ma i lavoratori messinesi fanno posto a maestranze “esterne”

mercoledì 06 Aprile 2011 - 13:26

Questa mattina i lavoratori si sono riuniti presso la sede dell’Ispettorato del lavoro. Il 50% dei dipendenti è in cassa integrazione, ma c’è qualcosa del percorso avviato dall’azienda che non convincerebbe

Facendo seguito alla lettera datata 1 aprile 2011, alla quale non è corrisposto alcun riscontro da parte dell’ispettorato del Lavoro, i lavoratori metalmeccanici dei Cantieri Navali Palumbo di Messina aderenti ai sindacati Flmu Cub e Orsa Mdb, si sono riuniti questa per un sit‐in di protesta presso la sede dell’Ispettorato del lavoro, nel corso del quale hanno chiesto di essere ricevuti per dettagliare le dinamiche della vertenza in atto che ha prodotto l’invio in cassa integrazione del 50% dei dipendenti in forza all’azienda.

Lo scorso 23 marzo la Palumbo ha proposto un verbale di accordo alle organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Uilm Uil e Rsu aziendali che lo hanno sottoscritto convenendo sul ricorso alla Cassa Integrazione per superare la difficile congiuntura economica che almeno da un biennio continua a produrre effetti negativi. «In coerenza l’accordo la Palumbo S.p.A. imponeva così d’ufficio a 20 dipendenti l’utilizzo immediato di ferie e permessi come prologo alla Cassa Integrazione e annunciava informalmente, tenendone estranei i lavoratori e le altre sigle sindacali che ne rappresentano la maggioranza assoluta, il trasferimento di una commessa dai cantieri di Napoli a Messina – scrivono Federico Magro del Flmu Cub e Mariano Massaro dell’Orsa -. All’uscita delle 20 maestranze messinesi destinate alla Cassa Integrazione è corrisposto però l’arrivo in cantiere di una ditta esterna. La Commessa trasferita da Napoli, propagandata come “atto di generosità” della Palumbo nei confronti del cantiere messinese, in realtà è una scelta obbligata data la carenza strutturale del bacino di carenaggio di Napoli che non è attrezzato per lavorazioni su navi di stazza simile alla nave “Toscana”, della flotta Snav. La nave è giunta nel bacino messinese con a bordo una quantità indefinita di personale che

effettua lavorazioni in luogo delle maestranze locali inviate in Cassa Integrazione. Alla luce dei fatti si rafforza il sospetto di una crisi tattica volta a sostituire il personale messinese

con “più economici” lavoratori esterni utilizzati alla bisogna, con buona pace degli impegni

contrattuali, mai mantenuti, di sviluppo occupazionale e investimenti nel cantiere grazie ai quali la Palumbo S.p.A. è riuscita ad aggiudicarsi la gara d’appalto per la gestione dello storico cantiere messinese.

In buona sintesi, secondo Cub e Orsa si starebbe sfruttando una fase di crisi scaricandone i costi sulla collettività attraverso la Cassa Integrazione e al contempo giungerebbero in cantiere “i più economici” operai esterni. Quanto esposto, oltre a porsi ad emblema della classica privatizzazione degli utili e socializzazione del debito, crea un danno economico/occupazionale alla città e rafforza il convincimento di irregolarità nelle dinamiche che la Palumbo pone periodicamente in essere per sostituire i lavoratori messinesi con maestranze extracittadine». Ecco perché era stato chiesto all’Ispettorato del Lavoro di Messina di valutare la posizione lavorativa degli “esterni” giunti in cantiere. (ER)

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