Ingegneri contro: Trovato attacca Sciacca, «uso arbitrario delle norme»

Ingegneri contro: Trovato attacca Sciacca, «uso arbitrario delle norme»

Ingegneri contro: Trovato attacca Sciacca, «uso arbitrario delle norme»

giovedì 07 Aprile 2011 - 10:04

Il presidente dell’Ordine attacca il capo del Genio civile, invitando lui a tornare sui suoi passi sull’applicazione dell’articolo 32 e i colleghi a «segnalare abusi»

Posizioni “arbitrarie”, che cozzano con le “norme vigenti” e penalizzano i professionisti del settore. Lo scontro tra il presidente dell’Ordine degli ingegneri Santi Trovato e l’ingegnere capo del Genio Civile di Messina Gaetano Sciacca si rinnova “grazie” ad una nota firmata dallo stesso trovato, inviata allo stesso Sciacca e ai colleghi ingegneri. Nella nota Trovato è costretto ad evidenziare che «ad oltre un anno dalla nostra prima segnalazione (8 marzo 2010) e nonostante il consequenziale chiarificatore parere del dirigente generale dell’assessorato Infrastrutture della Regione Siciliana, l’ufficio del Genio Civile di Messina continua a tutt’oggi a seguire procedure non conformi nel rilascio dell’ attestazione di cui all’art. 32 della L.R. 7/2003». Cioè l’articolo con cui si dispone, di fatto, lo snellimento delle procedure nell’approvazione dei progetti. «Risulta infatti – aggiunge Trovato – che, inspiegabilmente, non sarebbe stata ancora sospesa la validità delle due disposizioni interne diramate dal dirigente del Genio Civile con le quali sospendeva il rilascio dell’art.32 per alcuni tipi di interventi, in contrasto ai dettami dello stesso articolo di legge». L’Ordine degli ingegneri aveva già investito della viccenda il dirigente generale regionale, Falgares, il quale il 15 aprile 2010 «ribadiva le precise competenze degli Uffici del Genio Civile in merito alle tematiche de quo, ricordando che agli Uffici (tutti e nessuno escluso e quindi compreso quello di Messina) spetta esclusivamente il compito di far rispettare le norme vigenti e non di applicarle con autonome determinazioni e disposizioni». Nonostante questo, stando ai racconti di alcuni ingegneri, Sciacca in occasione dell’accettazione dei progetti (protocollo) e quindi del rilascio dell’art.32, in talune circostanze ancora oggi appone sui fascicoli gli adesivi con sopra scritto “vista la circolare 252 non si rilascia art.32”.

«Tale iniziativa – attacca Trovato – non può essere “scelta arbitraria” del funzionario di protocollo, ma risulta essere conseguenza di una manifesta volontà del dirigente dell’Ufficio di perseguire le “proprie idee” (troppo spesso anticipate e annunciate attraverso i mass-media e solo dopo comunicate agli utenti), in contrasto con regole ben precise dettate da norme chiare e inconfutabili». Il presidente dell’Orine, dunque, invita ancora una volta Sciacca a sospendere le circolari “contestate”, ricordando che «l’Ufficio del Genio Civile deve comunque completare l’istruttoria della richiesta di autorizzazione entro 60 giorni dall’istanza». Al tempo stesso Trovato si rivolge agli altri ingegneri, invitandoli «a segnalare i casi, che eventualmente dovessero manifestarsi, di non idonea applicazione delle regole e in contrasto con le norme, tali da determinare situazioni penalizzanti come nella fattispecie». Nella nota si legge ancora: «Si ricorda infine che la professione di ingegnere è frutto di impegni intellettuali faticosi che hanno condotto prima lo studente a diventare ingegnere e successivamente ad esercitare una professione che, ricordiamo essere attività di pubblico interesse. Compito del professionista è quello di rappresentare e calcolare le varie progettualità in modo chiaro e in conformità a norme e regolamenti vigenti. Pertanto è alquanto penalizzante soprattutto per coloro che hanno maturato tanti anni di carriera vedere “dietro la porta di un funzionario”, un professionista che contesta la mancata autorizzazione sul progetto redatto, non per certezze normative e tecniche, ma in virtù di una errata ed incomprensibile (ma ormai consolidata) interpretazione, della normativa di settore, arbitraria e difforme da quanto avviene nel resto del territorio siciliano».

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