TEMPOSTRETTO.IT ripercorre i momenti più significativi della visita del Pontefice a Messina in occasione della canonizzazione di Santa Eustochia Smeralda Calafato (11 gennaio 1988), per rendere omaggio al Padre indimenticato e indimenticabile per generazioni di fedeli
Chi è nato negli anni ’80, ma non solo, ancora oggi ricorda Karol Wojtyla come “Il Papa”, la vera guida cristiana. Un Pontefice buono, carismastico, sensibile, aperto, sincero, immortale nei ricordi di milioni di fedeli. Negli occhi di chi l’ha visto dal vivo, o ascoltato in tv, riecheggiano ancora quelle parole dolci ma capaci di catturare l’attenzione del mondo: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”, questa la frase con cui il Pastore polacco ha iniziato il suo pontificato. L’unione tra i popoli, la fratellanza, la parola di Dio sono state sempre al centro della sua azione di vita. La fede e il coraggio non lo hanno mai abbandonato, nemmeno nei momenti più difficili della sua esistenza, nella malattia. La capacità di comunicare e mischiarsi alla folla lo ha reso uno di noi. Non solo un Papa, non solo un padre, ma prima di tutto un Papà, pronto ad accogliere ed abbracciare i figli emarginati da quel mondo in cui troppo spesso vige la legge del più forte.
Predicatore della Parola del Signore, Giovanni Paolo II ha segnato la storia ma con semplicità: dal semplice gesto di una amorevole carezza al grande viaggio dall’altra parte del mondo. L’apertura verso le altre religioni rappresenta la missione vera della sua azione pontificia. Il rispetto per gli ultimi, non solo -predicato- ma vissuto anche attraverso l’esperienza fra i più deboli. E’ riuscito a far parlare la stessa lingua a popoli lontani e ad intere generazioni: la lingua della condivisione. Guardare oltre noi stessi, perdonare, superare il male. Ha raccolto i nostri messaggi, li ha custoditi e li ha portati al Santo Padre. E anche adesso che ci guarda dal Regno del Padre, ai piedi della sua tomba a San Pietro, ascolta e si fa carico delle preghiere e delle speranze della “sua” gente, i suoi figli, i suoi fratelli. E domani, ancora una volta, il mondo intero riunito di fronte la “Casa di Pietro” per rendere omaggio al Papa che ha cambiato la storia del mondo.
Un lungo elenco di ragioni, che provengono dal cuore, dall’anima e dalla mente, che ci hanno spinto a realizzare uno SPECIALE che possa ricordare il grande Pontefice ripercorrendo insieme le tappe più significative della visita che Wojtyla fece a Messina l’11 giungo del 1988 per la canonizzazione di Santa Eustochia Smeralda Calafato. Ciò attingendo ai contenuti del Bollettino Ecclesiastico Messinese pubblicato nel giugno del 1988. Dall’attesa vissuta da Messina, al discorso rivolto alla città, fino all’incontro con i giovani.
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