Cala il sipario sulla 57 edizione del Tao Film Fest. Soddisfatta Deborah Young

Cala il sipario sulla 57 edizione del Tao Film Fest. Soddisfatta Deborah Young

Cala il sipario sulla 57 edizione del Tao Film Fest. Soddisfatta Deborah Young

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lunedì 20 Giugno 2011 - 08:06

In occasione della conferenza finale il direttore artistico ha stilato un bilancio della manifestazione e ha ringraziato quanti hanno contribuito al successo della manifestazione. Tante le assenze tra i rappresentanti istituzionali. Si pensa già all’edizione numero cinquantotto

Taormina – In pieno centro a Roma, in funzione da quasi 3 secoli (venne inaugurato nel 1727) il teatro Valle non è solo uno de tanti palcoscenici della capitale. E’ un simbolo. E come tale è stato occupato da lavoratrici e lavoratori dello spettacolo autorganizzati. Un centinaio di persone sono entrate nella struttura alle 10 di ieri mattina. Il motto? Presto detto: “Come l’acqua, l’aria, ora la cultura”.
Gli attori, ma anche e sopratutto i tecnici e le maestranze, i precarissimi, per intenderci, si sono mobilitati per salvare il teatro Valle, «perché venga realmente destinato all’innovazione artistica con un respiro nazionale e internazionale secondo la sua naturale vocazione, attraverso un progetto di assegnazione pubblico, trasparente e partecipato» e non venga destinato, stando ai propositi dell’assessore capitolino Gasperini a un bando europeo che potrebbe magari vedere distolta la funzione di baluardo del teatro di qualità a favore, invece, di un “teatro-bistrot”.
Si parla anche di questo a Taormina al Festival del Cinema, con Valentina Lodovini, attrice completa, tanto di cinema quanto di teatro, vincitrice del premio Fiuggi (prima edizione, di un premio che ha debuttato ieri sera sul palco del teatro greco-romano). Benvenuti al sud, l’ha condotta al Donatello come migliore attrice non protagonista. Ma Generazione mille euro l’ha resa nota al grande pubblico appena un paio d’anni fa.
Il quadro della giornata festivaliera un po’ richiama il persistente senso di precarietà, indubbio protagonista del film suddetto. Generazione mille euro 2 potrebbe essere il titolo per un lunghissimometraggio (ciclico e infinito), la cui trama, sebbene un po’ prevedibile, potrebbe spostare il suo fulcro dal mercato del lavoro a quello di finanziamenti pubblici. Non è un caso che la conversazione con l’attrice toscana avvenga nel contesto-campus universitario, sponsorizzato da un ministro delle politiche giovanili, impegnatissimo come sempre perché sempre i giovani danno troppi pensieri, palesatasi solo mediante lettera di saluti e bionda interposta.

“Da quando sono arrivata a Taormina, c’è stata una grande evoluzione
del Film Fest e questo per me e il mio staff è motivo di grande soddisfazione”:
Deborah Young è felice e nella conferenza stampa di chiusura del Festival del
Cinema, al palazzo dei Congressi, ha parole buone per tutti (concesse cioè gratuitamente, senza alcunché in cambio) “Il mio grazie – ha detto la direttrice artistica – davanti a una manciata di addetti ai lavori increduli per la diserzioni immotivate dei rappresentanti istituzionali – va a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita di questa manifestazione, in particolare, al Comitato Taormina Arte
nelle persone di Mauro Passalacqua, (assente per un’improvvisa
indisposizione, nda), Nanni Ricevuto (assente, nda) e Giuseppe Buzzanca (assente, nda) e al segretario generale Ninni Panzera (assente, nda). Grazie anche a Tiziana Rocca, che è stata una colonna di questo Festival (e diamo a Cesare quel che è di Cesare, nda); a Sergio Muniz e Luca Calvani, che sul palco sono stati così… così… sembravano quasi gemelli, gemelli!; agli sponsor che ci hanno dato il loro
importante sostegno e al Ministero della Gioventù, (nuovamente presentissimo tramite lettera, sempre la stessa, nda), nella persona (?) del ministro
Giorgia Meloni, che ha creduto fortemente nel nostro progetto”. Un campus in cui gli allievi hanno avuto modo di veder cinema, film film e ancora film, senza uno straccio di strumento per comprenderne le grammatiche: insomma, giornate in salotto davanti a Sky Cinema avrebbero sortito lo stesso effetto, risposta turistica a parte (visto che le galline dalle uova d’oro erano un migliaio) .
Lucidamente continua Deborah Young :“Pericolosissimo fare un grande Festival con un budget ridotto come quello del 2011, perché poi il prossimo anno ti daranno ancora meno contributi. Il futuro? Non ho paura di vedere ancora cambiare Taormina.”
Povera Deborah abbandonata da tutti, senza politiche per la cultura o colti operatori degli enti territoriali, senza interlocutori, senza validi sbigliettamenti, senza tangibilità di bilancio, senza programmazione provinciale e regionale, senza istituzioni che possano prometterle ad oggi solo anche soli 1000 euro, maledetti e subito. Come poter parlare quindi di evoluzione e trasformazioni senza lasciare uno sgradevole tanfo di predeterminata involuzione?

Infine la direttrice svela i premiati della 57esima edizione del
Film Fest. Il Golden Tauro per il miglior film è andato a “Sur la planche” di
Leila Kilani; il premio miglior regia a “Sur la planche”; il premio per la
migliore interpretazione all’intero cast femminile di “Sur la planche”; il
premio speciale della giuria a “Le chat du rabin” di Joann Sfar; il premio
Audience award per il miglior film in concorso “Oltre il Mediterraneo” a “Black
butterfly” di Paula Van der Oest; il premio speciale della giuria popolare del
concorso “Oltre il Mediterraneo” ad “Alzheimer” di Ahmad Reza Motamedi. E tutto questo è, per la cronaca, ottimo cinema.

Infine, poco convincente l’apporto della rassegna nella rassegna, “Nice – corti siciliani” (primo premio per Vodka Tonic di Ivano Fachin), che esprime un clima sconfortante, come una cappa grigia sui corti italiani in genere.
Quando si apprenderà che esistono strutture narrative specificamente diverse per ridotti metraggi, forse si potrà selezionare materiale più valido da sottoporre all’attenzione del pubblico. Per il momento la baby settima arte non è che (sotto)cultura superficialmente giovanilistica.
Segnalo in coda il cartoon, non premiato, ma di buona fattura del Messinese Antonello Piccione, dal territorio sul territorio.
(MARCO CARROCCIO)

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