Russo: "La mia candidatura nasce a Messina, nessuna imposizione a Palermo" VIDEO

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Marco Olivieri

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giovedì 12 Marzo 2026 - 07:00

L'intervista. In corsa come sindaca per il centrosinistra, la consigliera Pd rassicura: "Non nego i conflitti ma poi si fa sintesi. Porte aperte a Italia Viva"

di Marco Olivieri, riprese e montaggio di Silvia De Domenico

MESSINA – Avvocata Antonella Russo, consigliera comunale del Pd e candidata del centrosinistra alle amministrative a Messina. Chi glielo fa fare contro le corazzate di Basile e Scurria?

“È vero che siamo partiti un po’ dopo ma non ci scoraggiamo. Riguardo alle corazzate, si vedrà poi quanto lo saranno in termini di consenso elettorale. Noi siamo prontissimi perché il programma elettorale, su cui abbiamo già lavorato come Partito democratico e forze di coalizione, sta per essere messo in piedi. E non abbiamo timori. Noi siamo una forza progressista. Una comunità che si propone di rappresentare le istanze dei cittadini in una maniera totalmente alternativa alle cosiddette corazzate. Noi siamo qualcosa di diverso, di nuovo. E lo vogliamo rappresentare al meglio ai cittadini”.

A fare discutere la divisione all’interno del Partito democratico. Il suo nome è prevalso solo per un voto nella Direzione provinciale messinese: 16 a 15. E sono state severe le critiche del consigliere Alessandro Russo. Lei come reagisce in relazione a questa spaccatura nel Pd?

“Noi non siamo il partito o la rappresentanza politica dell’uomo solo al comando, dobve tutti gli altri obbediscono. Se i cittadini preferiscono questa modalità di rappresentanza politica, possono fare altre scelte. Noi siamo una comunità. Un Partito democratico che democraticamente discute e sceglie. E crea dei conflitti. I conflitti ci sono. Io non li posso negare. Ma li vedo come un’espressione anche estrema di dialogo e dibattito democratico. Ed è giusto che ci siano le discussioni anche aspre. Ma il conflitto è sociologicamente una cosa positiva quando poi arriva a sintesi. E a una sintesi siamo arrivati. Nessuno ha posto veti di natura politica e personale sui due contendenti (Antonella Russo e Alessandro Russo, n.d.r.), che poi non erano solo due. Anche altri dirigenti del Pd si erano messi a disposizione del partito e della coalizione. Alla fine abbiamo discusso sulle regole e su motivazioni di natura politica. Ota la sintesi la vedrete perché faremo una campagna unitaria sui temi e le proposte che abbiamo già rappresentato, in Consiglio comunale, noi tre consiglieri del Pd (oltre ai due Russo Felice Calabrò, n.d.r.). Ma soprattutto io voglio essere la rappresentante di una comunità di rappresentanze politiche, paritarie, delle quali io sono già investita del ruolo di portavoce. Portavoce di tutti i partiti e mvimenti che rappresentano la coalizione. E che ringrazio per avermi dato fiducia con il loro assenso sulla mia figura”.

Non si sente quindi la candidata imposta dal segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo?

“Assolutamente no. Nella mia vita politica non sono mai stata frutto d’imposizioni altrui. Abbiamo deciso nel campo progressista provinciale. Lo posso dire senza temere d’essere smentita da nessuno. Le decisioni sono state assunte in sede locale. Il Partito democratico si è messo subito a disposizione. Eravamo l’unica forza politica presente in Consiglio comunale ma, per non essere arroganti, abbiamo dato la possibilità di fare emergere candidature da altre forze politiche. Sono stati fatti i nomi di Paolo Todaro e della senatrice M5S Barbara Floridia. Avremmo fatto sintesi anche su altre figure. Quando poi il pallino della responsabilità è ritornato dentro il Pd, abbiamo espresso un nome che andasse bene al tavolo progressista attraverso un dibattito in direzione provinciale. A livello regionale non è stato mai fatto il mio nome, né quello di qualcun altro. Nel tavolo regionale si è solo ratificata la scelta del tavolo provinciale. Non posso essere smentita da nessuno. Se qualcuno ha fatto uscire fuori una dichiarazione o una ricostruzione non veritiera, la verità è un’altra: la decisione sulla mia candidatura è stata provinciale, così come è corretto che fosse”.

Come mai la Casa Riformista, ovvero Italia Viva di Dafne Musolino, non fa parte del gruppo politico che ha firmato la nota a favore della sua candidatura, dopo aver partecipato al tavolo regionale?

“Noi abbiamo discusso con Casa Riformista e continuiamo a discutere con loro. Io avevo una necessità, al pari del tavolo progressista, dopo il dibattito/conflitto dentro il Partito democratico, di dare uno slancio alla candidatura. E di uscire in maniera unitaria, dicendo che la coalizione di centrosinistra era pronta”.

Stanno prendendo un po’ di tempo…

“Noi continuiamo a dialogare con Casa Riformista e Italia Viva. E siamo a disposizione per quasiasi tipo di chiarimento. C’era qualche richiesta di chiarimento in merito ad aspetti organizzativi”.

In precedenza Davide Faraone, vicepresidente del partito di Renzi, aveva proposto la candidatura della senatrice Dafne Musolino come sindaca. E poi, a livello d’indiscrezioni, si parlava di un’ipotesi di Musolino come vicesindaca designata…

“A me Italia Viva non ha fatto nessun tipo di richiesta. Noi stiamo ragionando intanto sul programma. Italia Viva ha ragionato con noi e sono convinta che continuerà a ragionare con noi. La nostra porta è totalmente aperta rispetto all’apporto politico e amministrativo che Italia Viva può dare. Non abbiamo ragionato di poltrone, posizionamenti, nomine. E non mi è stato chiesto nulla”.

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